Dipendenze, appello della Comunità Papa Giovanni XXIII al Governo
Attualità

Pubblicato il

5 Febbraio 2025

Dipendenze, appello della Comunità Papa Giovanni XXIII al Governo

Matteo Fadda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, interviene in merito alla riforma nazionale del gioco fisico d’azzardo con un appello al Governo: “Il Governo non faccia cassa a danno dei più fragili”

 

“Rivolgiamo un sentito appello al Governo affinché contenga la diffusione del gioco d’azzardo. Il governo non ceda alla tentazione di aumentare le entrate delle casse erariali a discapito di chi rimane schiacciato dai debiti di gioco. Non si renda corresponsabile di indurre nuove dipendenze da gioco”. E’ quanto dichiara Matteo Fadda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, in merito alla riforma nazionale del gioco fisico, che prevede una revisione delle distanze di sicurezza dai luoghi sensibili ed il tentativo di evitare la riduzione delle sale scommesse.

“Mentre la raccolta per il gioco in Italia è arrivata ormai a 160 miliardi l’anno – continua Fadda – aumentano le persone che sviluppano problemi di dipendenza dal gioco, che ormai si stima siano oltre un milione di persone, di cui solo l’1 per cento arriva a contatto con i servizi per la lotta alle dipendenze. Un dramma perché ogni persona che rimane agganciato al gioco patologico, trascina con sé una famiglia con conseguenze tragiche”.

La riforma in discussione prevede la modifica delle norme circa il distanziamento delle sale giochi da luoghi sensibili e la modifica degli orari di apertura, con l’obiettivo di rendere più diffusa e frequente l’offerta “gioco”. Si tratta di proposte delle aziende del settore al fine di rendere maggiormente fruibile il gioco d’azzardo. Inoltre, si chiede di allentare anche i vincoli circa la pubblicità del gioco per rendere possibile l’estensione dei “giochi fisici” a ritmi ancora più aggressivi. In questi ultimi anni la spesa per il gioco fisico – Slot, Gratta e Vinci, Videolottery Terminal VLT – è aumentata di oltre il 30% nonostante le limitazioni introdotte dal decreto Dignità del 2018 e le diverse ordinanze emanate dai singoli comuni.

“Il gioco fisico ed il gioco online si sono sempre più diffusi e radicati – conclude Fadda – e non necessitano di ulteriori permessi per rendere possibile la presenza di altre sale gioco magari vicino a luoghi facilmente accessibili come centri ricreativi, luoghi d’istruzione, oratori, centri per anziani. La spesa pro capite per il gioco varia molto in Italia e in media può arrivare anche a 2mila euro all’anno. A nulla serve la distinzione tra punti gioco certificati e non, basata sulla formazione del personale, già presente in molte realtà. Con la campagna ‘Mettiamoci in gioco’ chiediamo in modo risoluto che la riforma tanto attesa del Gioco fisico, tenga conto in primo luogo della salute delle persone, in particolar modo delle persone più fragili ed esposte al rischio del gioco e sappia mantenere aperto il dialogo con gli Enti locali”.

 

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