La bagarre politica scatenata intorno al Manifesto di Ventotene
In punta di spillo

Pubblicato il

27 Marzo 2025

La bagarre politica scatenata intorno al Manifesto di Ventotene

In punta di spillo, una rubrica di Bruno Fasani

Sul Manifesto di Ventotene è andato in onda il peggio che la politica ci potesse regalare. Provocazione, ipocrisia, ignoranza, aggressività… proprio mentre Medio Oriente, Ucraina, Europa frammentata, dazi che rompono relazioni amichevoli tra Stati ed equilibri di mercato, immigrazione fuori controllo, degrado ambientale e sociale chiederebbero politici illuminati e lungimiranti. A dare la stura agli scontri ci ha pensato la Presidente del Consiglio, citando un passo del Manifesto di Ventotene, là dove Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, prigionieri dei fascisti e confinati sull’isola, auspicavano un’Europa dove gli Stati avrebbero dovuto scomparire, per lasciare il posto a “una federazione di popoli uniti sotto la dittatura di una rivoluzione, intorno alla quale formare un nuovo unico Stato e una nuova democrazia”. “Non è questa l’Europa che voglio” ha sentenziato la Presidente. In realtà, chi volesse questo tipo di Europa o solo la ipotizzasse, solo lei lo sapeva. Non avrebbe fatto prima e meglio a dirci quale fosse il suo ideale, ambientandolo nel 2025 e magari proiettandolo nel futuro? L’idea che abbia fatto un’uscita intenzionale per ragioni identitarie di partito ci spinge oltre il legittimo dubbio. Ma se la Presidente si è dimostrata improvvida, l’isteria che si è scatenata nell’opposizione lascia aperta la strada ad altre considerazioni.

Provoco e accetto smentite, ma sono profondamente convinto che il 90% degli attuali parlamentari non abbia mai letto il Manifesto di Ventotene (magari lo avrà fatto ora per documentarsi) uno scritto che, a dispetto delle tante letture e pubblicazioni critiche venute anche dalla Sinistra, si è fatto largo nel tempo diventando un totem, un riferimento ideale e simbolico, un po’ come il Che Guevara presso tante anime sognatrici. Il documento era stato scritto nel 1941, da tre intellettuali antifascisti, prigionieri a Ventotene. Dico che il documento è sconosciuto ai più, perché il rispetto, più che a contenuti che propone, che sono assolutamente inattuabili, va in realtà ai suoi estensori, privati della dignità e della libertà dal regime fascista. Il Manifesto sostiene la necessità di abolire gli Stati nazionali, perché il “problema che in primo luogo va risolto è proprio la definitiva abolizione della divisione dell’Europa in Stati”. E per fare questo serve una politica nuova ispirata al trotzkismo, ossia all’idea di una rivoluzione perenne che non si ferma e sedimenta e che deve partire dalla “abolizione della proprietà privata”. Una rivoluzione che deve prendere le distanze dalla prassi democratica, la quale “vuole adoperare la violenza solo in caso di indispensabilità”, mentre essa dovrebbe diventare il metodo per operare il cambiamento. Particolare durezza è riservata anche alla Chiesa che non dovrà più essere messa in condizione di “fare cultura ed educazione”. Contenuti che neppure il Partito Comunista del dopo guerra ha mai voluto prendere in considerazione. Altiero Spinelli si è interessato molto di federalismo europeo una volta eletto al Parlamento di Strasburgo. Ma questa è altra storia dal Manifesto. Per cui demonizzare o beatificare un documento di 84 anni fa, che va compreso alla luce del momento storico in cui è stato steso, è solo operazione strumentale di una certa politica a corto di idee, da una parte e dall’altra.

Zecche: prevenzione e indicazioni per proteggersi
Il Servizio Veterinario dell’Azienda USL di Modena spiega come prevenire le punture e come intervenire in caso di zecca attaccata alla pelle
di Silvia Cabri 

Pubblicato il

21 Agosto 2026
Il Servizio Veterinario dell’Azienda USL di Modena spiega come prevenire le punture e come intervenire in caso di zecca attaccata alla pelle
Papa Leone XIV a San Marino e Montefeltro. Mons. Beneventi: “Dal Titano un messaggio di pace per il mondo ferito”
Alla vigilia della visita pastorale di Papa Leone XIV, il vescovo di San Marino-Montefeltro, mons. Domenico Beneventi, sottolinea il valore ecclesiale e internazionale dell'evento
di Luigi Lamma 

Pubblicato il

21 Agosto 2026
Alla vigilia della visita pastorale di Papa Leone XIV, il vescovo di San Marino-Montefeltro, mons. Domenico Beneventi, sottolinea il valore ecclesiale...
Papa Leone XIV a Rimini. Mons. Anselmi: “Festa di popolo nel segno del Vangelo e dell’accoglienza”
Mons. Nicolò Anselmi racconta al Sir la grande mobilitazione della comunità, l'attenzione ai più fragili, il valore universale dell'evento e l'invito rivolto ai milioni di turisti presenti sulla Riviera
di Luigi Lamma 

Pubblicato il

21 Agosto 2026
Mons. Nicolò Anselmi racconta al Sir la grande mobilitazione della comunità, l'attenzione ai più fragili, il valore universale dell'evento e l'invito ...