Avvento
Attualità, Chiesa, Editoriali
Pubblicato il Dicembre 10, 2025
Editoriale

Avvento 2025 e la grande promessa

La Parola prima delle parole

di Mons. Gildo Manicardi, Vicario Generale

“Avvento” non vuol dire desiderio, ma piuttosto venuta. Non indica un desiderio dell’uomo, ma la promessa di Dio di venire tra noi. Soprattutto quest’anno, tale sfumatura di significati è decisiva. Avvento non è prepararsi perché la solennità del Santo Natale possa trascorrere per noi in una certa serenità: in famiglia “tra i tuoi”, tra molti amici, con tregue vere nelle guerre che ci addolorano ed inquietano da anni. Vivere l’Avvento vuol dire aprirsi alla speranza, molto più grande, creata dalla promessa che Dio sta veramente venendo tra noi.

Egli ci è vicino anche quando non sappiamo costruire la pace. Il nostro mondo è anche il suo mondo. Vivere l’Avvento vuol dire prendere sul serio la Parola che Dio ci ha dato, accettandola come sicura e buona, rifiutando che le notizie della comunicazione pubblica siano l’unica prospettiva della nostra vita. Il nostro cuore è di fronte alle guerre, alle incoerenze della nostra società, alle cattiverie che quotidianamente ci innervosiscono e alle crudeltà che ci lambiscono. Vivere l’Avvento significa avere nel cuore anche una seconda fiamma: Dio sta venendo davvero, proprio come sono vere le sciagure cui ci tocca di partecipare. Le parole più belle sull’Avvento di Dio sono senza dubbio queste: “Consolate, consolate il mio popolo. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribolazione è compiuta, la sua colpa è scontata, perché ha ricevuto dalla mano del Signore il doppio per tutti i suoi peccati” (Isaia 40,1s). Dalla mano del Signore perché è lui che, con la prova dell’esilio a Babilonia, ha tolto dal cuore d’Israele la ruggine e l’amarezza prodotta dal peccato. La cattiveria fa del male, perciò non può essere lasciata in piedi. E’ per questo che anche la Chiesa sta pagando il doppio per tutti i suoi peccati. Dopo la purificazione – anzi proprio attraverso di essa – la speranza è sicura. Tocca a noi mettere insieme il canto degli angeli di Betlemme – “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini amati da Dio” – e l’invocazione quotidiana del Padre nostro: “Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra”. Il disegno divino si compie solo con l’adesione degli uomini da lui creati e da lui amati. Mai Dio agisce nel mondo da solo. Le prove della vita vengono anche dal Signore e sono il faticoso collaudo che permette di far crescere la vera pace e la bellezza della nostra libertà responsabile.

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