Celebrazione interdiocesana nella Giornata della pace
59ª Giornata mondiale della pace: il vescovo Erio Castellucci ha presieduto la celebrazione interdiocesana in Cattedrale. Ricordato il quinto anniversario dell’inizio del suo ministero alla guida della Diocesi di Carpi.
Mons. Erio Castellucci
Gremita di fedeli la Cattedrale di Carpi, nella serata di giovedì 1° gennaio, per la celebrazione eucaristica interdiocesana presieduta dal vescovo Erio Castellucci nella 59ª Giornata mondiale della pace e nel quinto anniversario dell’inizio del suo ministero alla guida della Diocesi di Carpi. Numerosi i sacerdoti concelebranti, fra cui il vicario generale, monsignor Gildo Manicardi. La liturgia è stata curata dal Servizio interdiocesano di pastorale sociale e del lavoro, della custodia del creato, della giustizia e della pace: il direttore, don Carlo Bellini, è intervenuto all’inizio della Messa per invitare l’assemblea ad accompagnare con la preghiera il ministero episcopale di don Erio e per spiegare brevemente il significato dell’immagine scelta per la locandina dell’evento, un’opera dell’artista mozambicano Gonçalo Mabunda, che raffigura un trono realizzato con armi dismesse dalla guerra civile e trasformate in strumenti di vita e di bellezza.
Parole a cui monsignor Castellucci ha risposto, indicando la cattedra vescovile: “Rassicuro che questo non è un trono, non è fatto di armi, ma rappresenta un tentativo di servizio dentro un popolo di Dio molto, molto bello. Quindi ringraziamo il Signore perché ci fa incontrare proprio per pregare per la pace e chiediamo perdono per tutte le nostre situazioni di conflitto, quando non riusciamo davvero a far calare la pace nel cuore”.
Ai tanti presenti è stato distribuito un promemoria sulla Giornata della pace, con alcuni brani del messaggio di Papa Leone XIV per la ricorrenza e il QR code per scaricare il testo integrale. Ad animare la celebrazione i canti eseguiti dalle Corali riunite della Diocesi di Carpi, dirette dalla maestra Tiziana Santini. Per iniziativa dell’Ufficio diocesano comunicazioni sociali, è stato possibile seguire la Messa attraverso due maxischermi posti ai lati del presbiterio.
Dall’omelia del Vescovo: “beati gli operatori di pace”, quanti si adoperano silenziosamente per la costruzione di un mondo nuovo
“Il Natale ha il sapore delle fiabe – ha esordito il Vescovo nell’omelia -. Basta pensare alla scena del Vangelo di oggi: un neonato adagiato nella mangiatoia, una giovane coppia di genitori poveri, angeli in cielo, pastori in cammino. E adesso – ha proseguito – andiamo nel mondo reale, dove la magia svanisce. Papa Leone, nel messaggio inviato per questa Giornata, parla di guerre diffuse, aumento costante delle spese militari per un consistente riarmo, campagne di comunicazione che diffondono la percezione di minacce a tutti i livelli, aggressività diffusa, macerie e distruzioni in tanti paesi, delegittimazione delle istituzioni internazionali, rischio di attacchi nucleari. Questa descrizione realistica rompe l’incantesimo del Natale”. Allora, la domanda: qual è il mondo reale, quello incantato della grotta di Betlemme o quello violento dei tanti conflitti di oggi? “La strada indicata dal Papa, quella del Vangelo, è il ‘mondo reale’ – ha affermato con forza monsignor Castellucci -. Non quello armato dagli uomini, ma quello amato da Dio. L’amore è più reale dell’odio, anche se l’odio esplode in aria e l’amore invece si radica in terra; l’odio urla, l’amore sussurra; l’odio sparge sangue, l’amore lo dona. La guerra, in ogni sua forma – dalla guerra delle parole a quella delle armi – sembra trionfare, perché semina pianto, miseria e morte”. Ecco allora la presenza viva degli operatori di pace, “di qualsiasi cultura e religione”, “coloro che credono ostinatamente che vince l’amore – ha sottolineato -. Sono considerati idealisti, ma tengono invece i piedi ben piantati per terra. Gli operatori di pace credono nel dialogo, a fronte dell’aggressività; credono nel rispetto, a fronte del disprezzo; credono nel perdono, a fronte della vendetta. Questo è il ‘mondo reale’: più lavoriamo per la pace, più siamo realisti. Fuori dal mondo non sono quelli che amano, ma quelli che armano parole, gesti e arsenali”. Il “vero mondo”, infatti, “è quello delle relazioni, interpersonali sociali e internazionali, intessute della magia dell’amore, del rispetto, della cura. ‘Beati gli operatori di pace’ – ha concluso il Vescovo -, tutti quelli che stanno già costruendo silenziosamente un mondo nuovo”.
Leggi il testo integrale dell’omelia: https://tinyurl.com/bdf4ky8c
Guarda il video della celebrazione realizzato da Notizie.
Don Carlo Bellini
Corali riunite della Diocesi di Carpi dirette da Tiziana Santini




