Testimonianze, sete di libertà
Sonia Diaz Guzman è venezuelana e abita a Carpi da 39 anni. “Ora intravediamo la luce”
di Maria Silvia Cabri
“È difficile esprimere cosa provo, perché sono sentimenti di dolore e di gioia al tempo stesso”. Sonia Diaz Guzman è venezuelana ma abita a Carpi da 39 anni, ed è titolare di un negozio di abbigliamento, “Ce l’ho”. Lo scorso sabato 3 gennaio, alle 2 di notte locali (le 7 del mattino italiane) gli Stati Uniti hanno attaccato il Venezuela, arrestato il presidente, Nicolás Maduro – con la moglie – che è stato estradato negli Stati Uniti. Appena la notizia si è diffusa, sul balcone di Sonia, nel centro storico di Carpi, è apparsa una bandiera del Venezuela, che resta appesa come segno di testimonianza e di vicinanza al suo Paese.
Sonia come mai è venuta a Carpi?
Esclusivamente per amore, per stare con mio marito, ma in Venezuela c’è ancora la mia famiglia, i miei fratelli e sorelle, gli amici e abbiamo sempre mantenuto un contatto quotidiano. L’ultima volta che sono riuscita ad andare è stato qualche anno fa, ma ora spero di poterci tornare il prima possibile.
Che sensazioni prova adesso?
Sento tanto dolore per la situazione del mio Paese, per tutto quello che ha subito, e mi dispiace che se ne parli solo adesso, che la comunità internazionale se ne accorga soltanto ora, quando sono anni che i venezuelani gridano aiuto, lo hanno fatto in tutti i modi e tantissime persone sono morte, molti giovani. Al tempo stesso, provo gioia perché quello che è accaduto ha come aperto una luce. Anche la mia famiglia e gli amici provano gioia, ma non possono esprimerla, devono rimanere chiusi in casa; se escono hanno paura perché il Governo ha dei “sicari” armati che girano e controllano, chiedono i cellulari per vedere se ci sono messaggi o immagini contro lo Stato. C’è una sorta di “calma apparente”, ed è difficile da spiegare a chi non ha vissuto e non conosce bene quello che abbiamo passato: non è questione di Trump o meno, la mia gente è felice perché vede una possibilità di libertà. Hanno diritto di scegliere il loro destino.




