Unificazione, uno scambio reciproco di ricchezze
Dialogo con il vescovo Erio sul processo di unificazione delle Diocesi di Modena-Nonantola e Carpi
di Luigi Lamma
“Occorre vigilare perché l’attenzione per i cambiamenti delle strutture non lasci in secondo piano l’aspetto più importante, lo scopo stesso dell’attività della Chiesa: l’evangelizzazione”. Ancor prima dei tempi e degli organigrammi è questa la preoccupazione principale del vescovo Erio proprio mentre si può considerare avviato il conto alla rovescia che porta al decollo della nuova diocesi. “Ogni riforma pastorale o amministrativa, – continua il Vescovo – piccola o grande che sia, deve avere chiaro questo fine, altrimenti è solo un ritocco cosmetico. Però questo pericolo, che esiste, non deve portare a quegli scetticismi preventivi che a volte si incontrano e seminano disinteresse, sospetto e disimpegno”. Per la chiesa di Carpi il passaggio non sarà facile sul piano affettivo resterà pur sempre un evento storico destinato a segnare la fine di un’esperienza ecclesiale che nel 2029 avrebbe festeggiato i 250 anni di vita.
“Penso sia una reazione comprensibile di cui tenere conto. L’identità delle due Diocesi, specialmente della più piccola, va preservata. Carpi conta circa 130mila abitanti e Modena il quadruplo. C’è il pericolo effettivo che l’unificazione venga intesa come assorbimento. Andrà invece valorizzata la storia di entrambe le Diocesi, andranno abitati i luoghi di spiritualità e di carità, andranno organizzate insieme le iniziative in entrambe le Chiese locali, dando linfa alle occasioni già in calendario, come le solennità liturgiche, le feste dei Patroni, le giornate dei giovani, dei fidanzati, delle famiglie, dei poveri, del creato, e così via. Già ora le associazioni e i movimenti, soprattutto giovanili, stanno collaborando molto bene e stanno testimoniando che l’unificazione, se bene impostata, è ricchezza reciproca”. Tutto vero sul piano teorico ma proprio i numeri e le dimensioni che lei ha ricordato potrebbero determinare una fisiologica dinamica di cooptazione: “Vorrei capovolgere questa visone un po’ aziendale con la logica del dono: il regalo reciproco delle ricchezze delle due Diocesi. Non sarà Modena che “ingloba” Carpi – e dovremo fare molta attenzione a questo – ma sarà Modena che regala a Carpi alcune sue ricchezze e Carpi che ricambia Modena con le sue. Lo stiamo già verificando con l’unificazione dei Ser vizi. Ci vorrà sicuramente qualche anno di rodaggio, ma già ora – specialmente a partire dalle attività giovanili – sperimentiamo l’arricchimento reciproco”.
Tornando alla priorità dell’evangelizzazione quali potrebbero essere gli aspetti positivi che scaturiscono dall’unificazione delle due diocesi e che potranno determinare un rinnovato slancio missionario? “Rispetto alla condizione attuale delle due diocesi in ‘unum episcopi’ mi pare evidente il beneficio di una semplificazione burocratica, peraltro già in atto, con lo snellimento degli organismi diocesani: gli Uffici pastorali di Curia sono stati da poco uniti e trasformati in Servizi, con uno stile di sussidiarietà e sinodalità; i consigli pastorali diocesani da due diventeranno uno, e così i consigli presbiterali, i collegi consultori e i consigli episcopali (questi ultimi già fusi). Una volta unificate giuridicamente, anche gli organismi amministrativi delle due Diocesi verranno accorpati. Ci sarà poi di conseguenza l’esigenza di ripensare il rapporto con il territorio con la creazione dei 5 grandi vicariati; anche questo, è bene sottolinearlo, non è solo un passaggio formale, ma sarà il frutto delle assemblee costituenti che sono in via di svolgimento. Ciascuno dei vicariati avrà una responsabilità in ordine alla formazione (laici, diaconi, presbiteri), alla gestione amministrativa (per quanto permesso dal Codice) e alle iniziative liturgiche”.
A questo punto del percorso che le due diocesi stanno portando avanti da settembre 2024 chiediamo al vescovo Erio se è possibile ipotizzare una data per rendere effettiva l’unificazione? “Questo bisogna chiederlo al Dicastero dei Vescovi della Santa Sede. Personalmente spero che avvenga attorno a Pasqua: ormai la documentazione è completa e attendiamo solo un cenno dal Nunzio Apostolico in Italia, che segue direttamente il processo, per essere convocati dal Prefetto del Dicastero”.




