“I treni della felicità”, condividere nella semplicità
Ricorrono gli 80 anni dai “Treni della felicità” che nel dopoguerra portarono a Carpi e Mirandola bambini e bambine da Roma e Napoli
di Giacomo Sforzi
Il 21 gennaio sono ricorsi 80 anni dall’arrivo a Carpi del primo “Treno della felicità”, che nel 1946 portò nella Città dei Pio circa 1200 bambini provenienti dalle borgate romane, alla ricerca di un po’ di serenità e benessere dopo la devastazione e i traumi della Seconda Guerra Mondiale, che nella Capitale, come in altre grandi città, produsse danni devastanti. Un’iniziativa talmente ben riuscita che nel 1947 venne replicata, accogliendo questa volta i bambini provenienti da Napoli. Una ricorrenza celebrata con diversi momenti, tra cui una mostra nella Saletta della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, curata da Tiziana Mazelli e Anna Righi Bellotti, autrici dello scritto “I treni della felicità a Carpi” (Artestampa, 2024) su iniziativa dell’Anpi. La mostra aperta fino al 31 gennaio, ha avuto il suo culmine domenica 25 gennaio con le testimonianze di alcuni dei protagonisti, che hanno narrato in prima persona quest’esperienza di accoglienza.
Tutto parte dal dicembre 1945, con un’Italia alle prese con situazioni di estrema povertà e distruzione, soprattutto nel Centro-Sud del Paese. Già nell’ottobre del ’45 diverse famiglie di Reggio Emilia e provincia ospitarono nelle loro case bambini milanesi, rispondendo con successo ad un’iniziativa lanciata dalle donne della delegazione “Alta Italia” del Pci. Con l’inquietante prospettiva di un inverno alle porte da trascorrere tra la fame e il freddo, durante il V Congresso del Pci del dicembre 1945 si sottolineò la drammaticità di questa situazione e, approfittando di contatti già esistenti tra le federazioni del Pci e le donne dell’Udi, venne approvato il trasferimento temporaneo dei bambini più bisognosi in alcune famiglie emiliane, mettendo in moto in poche settimane una grande macchina solidale. Il 21 gennaio 1946, dopo un viaggio durato ben due giorni, arrivò a Modena il primo treno, con circa 1200 bambini: 742 si stabilirono a Carpi, 424 furono invece accolti dalle famiglie di Mirandola. Ad aspettarli nuclei familiari appartenenti ad ogni classe sociale: dalle famiglie più benestanti a quelle operaie, fino alle famiglie mezzadrili, tutte accomunate dal desiderio di garantire a questi bambini un letto nel quale dormire e pasti abbondanti.




