Giornata di preghiera e riflessione contro la tratta di esseri umani
In occasione della Giornata di preghiera e riflessione contro la tratta di esseri umani, venerdì 13 febbraio, Veglia di preghiera in San Faustino a Modena. Testimonianza della volontaria carpigiana Lucia Guaitoli impegnata con l’unità di strada dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII
di Virginia Panzani
Foto di Giovanni Culmone/Talitha Kum
“Siate buoni, amate il Signore, pregate per quelli che non lo conoscono. Sapeste che grande grazia è conoscere Dio”. Così diceva Santa Giuseppina Bakhita e in queste parole, così come nel perdono accordato ai “negrieri” che l’avevano fatta schiava da bambina nell’attuale Sudan, torturata e venduta più volte, sta una testimonianza luminosa e toccante di redenzione, di rinascita e di sublime dignità. Proprio nella memoria liturgica di Bakhita, l’8 febbraio, Papa Francesco volle fissare dal 2015 la Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di esseri umani. Da allora, ogni anno, la ricorrenza è promossa dalle Unioni Internazionali delle Superiori e dei Superiori Generali (Uisg), e coordinata da Talitha Kum, la rete internazionale fondata dalla Uisg, che ha fra i suoi partner anche l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23). Secondo le statistiche delle Nazioni Unite (2020 UNODC Global Report on Trafficking in Persons), le donne e le ragazze rappresentano il 72% delle vittime identificate di tratta, prevalentemente a scopo di sfruttamento sessuale.
Venerdì 13 febbraio, alle 21, presso la parrocchia dei Santi Faustino e Giovita a Modena (via Giardini 231), si terrà la Veglia di preghiera organizzata da Apg23, che prende il titolo della Giornata 2026, “La pace comincia con la dignità: un appello globale per porre fine alla tratta di persone”. L’iniziativa è animata in collaborazione con numerose realtà: Migrantes Interdiocesana di Modena e Carpi, Agape di Mamma Nina e Cav (Centro di Aiuto alla Vita) di Carpi, Centro missionario diocesano di Modena- Nonantola, Porta Aperta Modena, Associazione Anni in Fuga di Nonantola, insieme alle operatrici antitratta della Comunità di don Benzi, ai giovani dell’Agesci e ai volontari impegnati nell’Unità di strada e indoor antitratta modenese.
Presta servizio nell’Unità di strada (Uds) dell’Apg23 (Associazione Papa Giovanni XXIII) Lucia Guaitoli, carpigiana, formatasi negli scout del Carpi 5 (San Bernardino Realino). Un volontariato, il suo, che affonda le radici nell’esperienza vissuta quasi una decina di anni fa, ad un corso per giovani con i frati minori di Assisi, quando con una famiglia della Papa Giovanni partecipò, nella periferia a Perugia, alla preghiera del rosario in un parcheggio in cui vi erano diverse ragazze vittime di prostituzione. “Mi ha molto colpita il fatto che erano a tutti gli effetti mie coetanee – racconta – in più che la preghiera si è svolta in libera adesione. Quel ‘via-vai’ mi ha dato l’idea della dimensione d’amore con cui si vuole bene a qualcuno senza imporsi, ma lasciando l’altro libero di essere: un bene a prescindere. Il profumo di questo bene mi è rimasto dentro”. Avendo ereditato dallo scautismo il desiderio di dedicare un poco del proprio tempo al servizio e dopo aver scoperto la presenza dell’ufficio antitratta dell’APG23 a Carpi, Lucia ha deciso di rendersi disponibile. “Da quell’esperienza umbra ho sperimentato che nell’incontro con chi ha bisogno entriamo in contatto prima di tutto con la parte più vera di noi stessi e con il desiderio di sentirci tutti fratelli, che a volte, nel quotidiano, restano un po’ sepolti. Poi incontro spesso giovani rover e scolte Agesci in servizio nel corso di queste esperienze e ne sono sempre molto felice!”.
Sulla strada vicini in modo gratuito
Per quanto riguarda Modena, l’Uds della Papa Giovanni è attiva in città e nelle periferie con il coordinamento di Irene Ciambezi, referente della rete antitratta della Comunità di don Oreste Benzi per l’Emilia: attualmente con le forze a disposizione si riesce a coprire un’area che va dalla via Emilia Ovest prima di Rubiera fino a via Emilia Est, spingendosi quasi sino al comune di Anzola nell’Emilia e includendo alcune altre parti della città.
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