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Internazionalizzazione delle PMI: con Fon-Dare le opportunità della Regione diventano progetti concreti di crescita estera
L’internazionalizzazione non è più un’opzione accessoria, ma una leva strategica essenziale per la competitività delle piccole e medie imprese. In un contesto economico sempre più globale, instabile e selettivo, la capacità di strutturare una presenza sui mercati esteri incide direttamente su crescita, resilienza e innovazione.
È proprio in questo scenario che si inserisce il Bando Internazionalizzazione 2026–2027 della Regione Emilia-Romagna, una misura pensata per sostenere le PMI che vogliono affrontare i mercati internazionali in modo organizzato, sostenibile e professionale. Tuttavia, come spesso accade, l’accesso al contributo rappresenta solo il primo passo: la vera sfida è trasformare il finanziamento in un progetto di sviluppo reale.
Il bando regionale: una leva, non un punto di arrivo
Il bando prevede l’apertura delle domande dal 24 febbraio al 13 marzo 2026 e mette a disposizione contributi a fondo perduto per progetti di internazionalizzazione, sia in forma singola sia aggregata. L’obiettivo della Regione è chiaro: rafforzare la presenza delle imprese emiliano-romagnole sui mercati esteri, favorendo strategie strutturate e non interventi occasionali. I beneficiari sono micro, piccole e medie imprese con unità operativa in Emilia-Romagna, regolarmente iscritte al Registro delle Imprese o al REA, e in possesso della polizza CAT NAT. Particolare attenzione è riservata alle aggregazioni di PMI, considerate uno strumento efficace per aumentare competitività, massa critica e capacità di penetrazione internazionale.
Cosa finanzia il bando (e perché serve una strategia)
Il contributo sostiene progetti rivolti a un massimo di due Paesi esteri, che combinano attività operative e consulenza specialistica, tra cui:
• partecipazione fino a quattro fiere internazionali in presenza;
• inserimento di temporary export manager o digital export manager (obbligatorio per presentare il bando);
• sviluppo di piani di marketing e comunicazione sui mercati target;
• attività di business matching e incontri B2B;
• costi generali legati al progetto.
Si tratta quindi di interventi che richiedono analisi preliminari, competenze specifiche e una regia strategica, per evitare dispersioni di risorse e massimizzare l’impatto dell’investimento pubblico.
Il valore aggiunto di Fon-Dare nella finanza agevolata per l’internazionalizzazione
È in questa fase che entra in gioco Fon-Dare, realtà di Carpi, specializzata nel supporto alle imprese che vogliono accedere a finanziamenti regionali, nazionali ed europei, con un focus particolare sui progetti di crescita e internazionalizzazione.
Fon-Dare non si limita alla compilazione della domanda, ma affianca l’impresa con un approccio consulenziale completo, che comprende:
• analisi di fattibilità e coerenza del progetto rispetto al bando;
• analisi della dimensione d’impresa e verifica se il codice ateco rientra tra quelli ammessi
• definizione della strategia di ingresso nei mercati esteri;
• progettazione tecnica ed economica dell’intervento;
• predisposizione e presentazione della domanda di contributo;
• gestione operativa e rendicontazione delle spese finanziate.
Questo approccio consente alle PMI di ridurre i rischi, rispettare tutti i vincoli normativi e trasformare il contributo in un vero percorso di sviluppo internazionale, evitando errori che potrebbero compromettere l’agevolazione.
Per entrare in contatto con noi scrivici a commerciale@fon-dare.it oppure visita il nostro sito web www.fon-dare.it.
Entità del contributo e importanza della preparazione
Il contributo regionale copre il 50% delle spese ammissibili, fino a:
• 30.000 euro per le imprese singole;
• 140.000 euro per le aggregazioni di PMI.
È inoltre previsto un meccanismo di chiusura anticipata al raggiungimento di 300 domande complessive, elemento che rende fondamentale una preparazione tempestiva, accurata e strategica della candidatura.
Guardare oltre il bando: crescere sui mercati esteri con metodo
Il Bando Internazionalizzazione 2026–2027 rappresenta quindi una opportunità concreta, ma il suo valore dipende dalla capacità dell’impresa di inserirlo in una visione di medio-lungo periodo. Con il supporto di consulenti specializzati come Fon-Dare, l’internazionalizzazione smette di essere un’azione episodica e diventa un processo strutturato, capace di generare risultati duraturi.
Per le PMI dell’Emilia-Romagna, crescere oltre i confini oggi è possibile. Farlo con il giusto partner può fare la differenza tra un semplice contributo ottenuto e un vero progetto di sviluppo internazionale.




