Novi, Salvarani e Lafram in dialogo sull’islam
Martedì 24 febbraio, alle 15.30, presso la Sala Civica “E. Ferraresi” a Novi di Modena (Piazza 1° Maggio), si terrà l’incontro organizzato dall’Università Libera Età Natalia Ginzburg di Novi sul tema “Islam: perché ne abbiamo paura?”. Interverranno il professor Brunetto Salvarani e il professor Yassine Lafram
L’Università Libera Età Natalia Ginzburg di Novi di Modena organizza martedì 24 febbraio, alle 15.30, presso la Sala Civica “E. Ferraresi” a Novi di Modena (Piazza 1° Maggio) l’incontro dal titolo “Islam: perché ne abbiamo paura?”. Interverranno il professor Brunetto Salvarani e il professor Yassine Lafram. Ingresso libero aperto a tutti fino ad esaurimento posti.
Brunetto Salvarani è teologo, giornalista e scrittore, docente di missiologia e teologia del dialogo interreligioso presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna.
Yassine Lafram si è laureato in lettere e filosofia all’Università di Bologna. E’ consulente, formatore e relatore in vari ambiti socio-culturali, in particolare sulla comunicazione interculturale, seconde generazioni e immigrazione. E’ docente al master “Diritti Umani” presso il Campus di Ravenna – Università di Bologna.
Yassine Lafram è un’importante figura religiosa e civile dell’islam in Italia, noto soprattutto per il suo lungo mandato come presidente dell’UCOII (Unione delle Comunità Islamiche d’Italia). E’ nato in Marocco a Casablanca nel 1985. Si è trasferito in Italia da bambino, all’età di 6 anni, stabilendosi a Bologna, città dove è cresciuto e ha completato i suoi studi (è laureato in Filosofia). È cittadino italiano dal 2016. Presidente dell’UCOII (fino a dicembre 2025): eletto per la prima volta nel luglio 2018, Lafram ha guidato l’organizzazione per oltre sette anni, diventando uno dei volti più giovani e rappresentativi dell’islam italiano. Nel dicembre 2025, a seguito di nuove elezioni interne, la presidenza dell’UCOII è passata a Yassine Baradai. Lafram rimane comunque una figura di riferimento per la comunità nazionale e bolognese.
È stato a lungo il coordinatore della Comunità Islamica di Bologna e dell’Emilia-Romagna, giocando un ruolo chiave nel dialogo interreligioso locale, insieme al cardinale Matteo Zuppi.
Nell’ultimo anno, Lafram è stato protagonista di una missione umanitaria di forte impatto politico e sociale, la Global Sumud Flotilla: nel settembre 2025, è partito da Catania a bordo della flotta umanitaria diretta verso la Striscia di Gaza. Durante la missione, la nave su cui viaggiava è stata intercettata dall’esercito israeliano in acque internazionali. Lafram è stato trattenuto dalle autorità israeliane prima di essere espulso e rientrare in Italia nell’ottobre 2025. Al suo ritorno, ha denunciato le difficili condizioni del fermo e ha ribadito l’impegno per la causa palestinese. Lafram continua a promuovere una visione dell’islam come parte integrante della cittadinanza italiana, lavorando per superare preconcetti e favorire la coesione sociale.
Con Yassine Lafram si rifletterà il 24 febbraio a Novi su cos’è oggi l’islam in Italia e sul suo futuro; sul ruolo del dialogo interreligioso e sul peso di pregiudizi e incomprensioni nel faticoso edificarsi di un’Italia plurale, rispettosa e aperta alle differenze.




