Ripartire da “Credo la Chiesa”. Ascolto, digiuno, insieme
di Luigi Lamma
All’esterno niente luminarie, niente alberi luccicanti e presepi, niente frenesie per gli acquisti. La Quaresima si apre con un gesto antico, l’imposizione delle Ceneri, e prosegue con segni liturgici che ne accentuano il carattere austero. Tutto si svolge “all’interno”, la conversione del cuore di ciascuno, e nelle forme comunitarie dei credenti. Quindi nella totale indifferenza dell’opinione pubblica. Ci si può chiedere “allora dov’è la notizia”? C’è eccome. Perché l’invito è rivolto ad un’intera comunità, famiglie, parrocchie, quartieri, città con un obiettivo che tutti accomuna: diventare luoghi “in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e l’ascolto generi cammini di liberazione, rendendoci più pronti e solerti nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore”.
L’assenza di segni pubblici esteriori con lo spettacolo mondano che continua senza pause e silenzi, è uno stimolo in più affinché sia la vita personale e comunitaria a raccontare al mondo quanto è seria questa proposta di conversione. Per indirizzare il cammino quaresimale Leone XIV ha concentrato il messaggio per la Quaresima (pubblicato nell’inserto all’interno) portando l’attenzione su tre parole: ascolto, digiuno e insieme.
Allora iniziamo dall’ ascolto del nostro Vescovo che sarà tra noi il 26 febbraio, per andare alla radice del significato del “Credo la Chiesa”, partendo dalla Parola di Dio: “Simone di Giovanni mi ami tu più di costoro… pasci i miei agnelli”. Un ascolto da accompagnare con un bel digiuno dalle troppe chiacchiere inutili sulla Chiesa, dai giudizi superficiali sui Papi, dalle spinte divisive, dalle debordanti esposizioni social. Così, insieme , ci prepariamo a cogliere il senso più autentico dell’imminente incontro con il Santo Padre che vivremo il 25 marzo a Roma, dove, al culmine del cammino quaresimale ci presenteremo, guidati dal vescovo Erio, con i frutti dell’unità e della carità.




