Goldoni Keestrack di Migliarina: lavoratori esasperati, “vogliamo risposte”
lI dipendenti hanno scioperato contro la mancanza di informazioni, che si protrae da mesi, sullo stato di avanzamento della trattativa per il subentro del Gruppo turco
Presidio alla Goldoni Keestrack
“Negli ultimi dieci anni è la terza volta che viviamo una situazione di totale incertezza. Pretendiamo quel rispetto che è venuto meno. L’azienda continua da mesi a trincerarsi dietro un silenzio inaccettabile”. Il 23 febbraio i lavoratori della Goldoni Keestrack di Migliarina hanno scioperato contro la mancanza di risposte e di informazioni, che si protrae da mesi, sullo stato di avanzamento della trattativa per il subentro del Gruppo turco nello stabilimento visto che la proprietà Goldoni Keestrack ha dichiarato di non avere più la capacità economica per sostenere l’attività produttiva. “Da voci di corridoio – affermano i sindacalisti Leo Puca e Manuele Pelatti della Fiom Cgil di Carpi – sappiamo che è arrivata un’offerta alla proprietà Keestrack, che comprenderebbe un taglio ingente di personale, senza altre informazioni che ci permettano di quantificarne l’entità”. I sindacalisti ricordano che è stato soprattutto grazie alle lotte e ai sacrifici dei lavoratori di Goldoni se la Keestrack ha acquistato lo stabilimento di Migliarina: una lotta di oltre 7 mesi (dal 4 settembre 2020 al 21 aprile 2021) con presidio permanente davanti ai cancelli da parte dei lavoratori per evitarne la chiusura e strappare l’impegno alla multinazionale cinese Lovol Arbos di cedere marchio e know how di Goldoni in caso di offerta di acquisto nell’asta predisposta dal Tribunale da parte di un nuovo offerente. “Inoltre – aggiungono Puca e Pelatti – Keestrack l’anno scorso, all’avvio della trattativa per la vendita, aveva rassicurato la Fiom Cgil e lavoratori, tramite lettera scritta, sull’impegno della parte venditrice e dell’acquirente per il rilancio del marchio, per investimenti nel sito e per la tenuta occupazionale sul territorio. Ma se si parla di ingente taglio del personale, è evidente che viene meno a questo impegno”.




