Aziende, lavoratori da tutelare
Vertenza Gambro-Vantive: si attende il tavolo con il ministero a fine marzo
di Maria Silvia Cabri
C’è attesa per il tavolo nazionale del prossimo 23 marzo, convocato congiuntamente da Ministero delle Imprese e Regione Emilia- Romagna, per affrontare la crisi della Gambro-Vantive di Medolla, che mette a rischio 520 lavoratori dell’azienda, dopo che il fondo americano Carlyle ha deciso di mettere in vendita il sito produttivo. “Aspettiamo con impazienza il tavolo al Mimit – afferma Letizia Budri, sindaco di Mirandola – ricordando che questa è una produzione strategica non solo per il territorio, ma per tutto il Paese. Confidiamo che questo sia un elemento per avere un acquirente solido, con una prospettiva industriale, che garantisca l’occupazione attraverso la produzione, ma soprattutto la ricerca e sviluppo”. Sul punto intervengono anche i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Annalisa Arletti e Ferdinando Pulitanò: “Siamo orgogliosi che il Governo Meloni, attraverso il ministro delle Imprese, abbia deciso di sedersi al tavolo insieme alla Regione per lavorare a una soluzione condivisa. È un segnale politico forte e concreto, che dimostra come l’esecutivo stia seguendo con attenzione la vicenda”.
Goldoni Keestrack: incontro con l’azienda turca
È partito ufficialmente l’iter per la cessione della Goldoni Keestrack di Migliarina all’azienda acquirente turca. In questi giorni è previsto il primo incontro di sindacati e Rsu con la nuova proprietà: la priorità è la tutela dei posti di lavoro, 98 quelli attuali in forza alla Goldoni Keestrack, da metà novembre in cassa integrazione a zero ore. “Da ‘voci di corridoio’ – affermano i sindacalisti Leo Puca e Manuele Pelatti della Fiom Cgil di Carpi – sapevamo che era arrivata un’offerta alla proprietà Keestrack, che però comprenderebbe un taglio ingente di personale. Keestrack l’anno scorso, all’avvio della trattativa per la vendita, aveva rassicurato la Fiom Cgil e i lavoratori, tramite lettera scritta, sull’impegno della parte venditrice e dell’acquirente per il rilancio del marchio, per investimenti nel sito di Migliarina e per la tenuta occupazionale sul territorio. Ma se si parla di ingente taglio del personale, è evidente viene meno questo impegno”.




