Comunità
Carpi, Chiesa, Modena
Pubblicato il Marzo 5, 2026

Comunità nuova, andamento più lento

Le assemblee vicariali all’esame del Consiglio Pastorale Interdiocesano

di Luigi Lamma

A che punto siamo con il processo che porterà alla costituzione dei cinque vicariati in cui è stato suddiviso il territorio della nuova diocesi? A questo interrogativo è stata data risposta nel corso della riunione del Consiglio Pastorale Interdiocesano (CPI) che si è ritrovato, alla presenza del Vescovo Erio, lo scorso 21 febbraio a Modena. Il vicario episcopale per la pastorale mons. Maurizio Trevisan ha riassunto quanto emerso nelle prime due assemblee che si sono già svolte in ogni vicariato. Nella prima assemblea ci si è posti in ascolto del territorio, delle sue ricchezze in termini di esperienze pastorali e cercato di individuare i bisogni prioritari di cui necessita il territorio che il vicariato ricopre.

La seconda assemblea si è focalizzata su aspetti, in parte forse più tecnici, ma necessari e utili a definire anche il funzionamento dei vicariati, quali mezzi per quale cammino. In particolare ci si è soffermati sulla definizione di ruoli e responsabilità dell’equipe pastorale, formata da un vicario, sacerdote, e da due laici, uno per l’ambito dell’annuncio e uno per l’ambito della prossimità; sul ruolo delle assemblee vicariali come luogo d’incontro e discernimento o in alternativa un coordinamento allargato. Questa attenzione agli organismi e alle caratteristiche delle figure dell’equipe pastorale è stata percepita dalle diverse assemblee costituenti come un’accelerazione nel cammino intrapreso, facendo emergere il desiderio di una maggiore gradualità.

I delegati, sia laici che sacerdoti, hanno espresso un duplice rischio: da una parte un “appensantimento” per comunità parrocchiali già affaticate, guardando al vicariato come una struttura che drena energie alla parrocchia, quindi una struttura aggiuntiva mentre invece occorre maturare una visione sussidiaria del vicariato, più vicino alle comunità presenti nel territorio, soprattutto le realtà più piccole, rispetto alla diocesi. E’ in questa dimensione, quella vicariale, che sarà possibile mettere in rete tutti i servizi, come la pastorale giovanile, oppure la Caritas o la formazione, o altro di cui si necessita. L’altro rischio evidenziato, ma inevitabile, è l’impegno che verrà richiesto ai componenti dell’equipe pastorale: senza piloti a tempo pieno è difficile che il vicariato possa decollare e rispondere adeguatamente ai suoi compiti.

Nei giorni scorsi hanno preso il via le terze assemblee costituenti, ha iniziato il vicariato della Bassa e terminerà il 25 marzo quello di Modena-Nonantola. Nel corso delle riunioni si è arrivati a definire la lista dei sacerdoti candidati al ruolo di vicario, tra questi la terna dei più votati verrà sottoposta al Vescovo, dopo lo spoglio che avverrà nella stessa giornata, presumibilmente i primi di aprile. Quindi le assemblee vicariali sono attese da una quarta convocazione nella quale si dovrebbe comporre il team vicariale con la nomina dei due laici per gli ambiti dell’annuncio e della prossimità. In conclusione, mons. Trevisan ha sottolineato alcuni aspetti positivi del cammino fin qui percorso nelle assemblee costituenti: la varietà e la specificità dei singoli territori, sia nelle ricchezze ma anche e soprattutto nelle fatiche e nelle paure che si hanno nell’affrontare il nuovo, ma anche la voglia, soprattutto da parte dei laici di conoscere e capire meglio cosa si è chiamati a fare e sentirsi responsabili del futuro della presenza della chiesa nel territorio.

Nella discussione sono stati offerti diversi spunti di riflessione in particolare è stata apprezzata la disponibilità al “rallentamento” del processo, con l’intento di permettere ai delegati di approfondire e trovare le modalità e gli strumenti che rendano il vicariato uno strumento efficace a servizio delle persone e delle comunità. Mons. Castellucci ha insistito nel trasmettere la natura del vicariato non come “appesantimento” ma piuttosto come “snellimento” della pastorale, secondo il principio della sussidiarietà e della prossimità. Sussidiarietà perché non sarà il centro diocesi a dire ai vicariati cosa fare, ma si limiterà a fornire temi e indirizzi pastorali che poi ogni vicariato svilupperà con iniziative proprie potendo contare sull’aiuto del centro diocesi, e questa è la prossimità.

Ammissione di Filippo Bastia e Antonio Ruggieri al diaconato
Filippo Bastia di Carpi e Antonio Ruggieri di Modena ammessi tra i candidati al diaconato. Il vescovo Erio nell’omelia: “una diaconia urgente per la Chiesa è trasfigurare difetti, sofferenze, lamenti e fallimenti, iniettando nelle nostre relazioni l’antidoto della risurrezione, della speranza, della gioia”
di redazione@notiziecarpi.it 
Pubblicato il 4 Marzo, 2026
Filippo Bastia di Carpi e Antonio Ruggieri di Modena ammessi tra i candidati al diaconato. Il vescovo Erio nell’omelia: “una diaconia urgente per la C...