Collaborazione
Attualità, Chiesa, Modena
Pubblicato il Marzo 9, 2026

Collaborazione tra Unimore e Studio teologico Interdiocesano

Contributo plurale sulla pace

 

“Pace, frutto della giustizia (Is 32,17)” è stato il tema del convengo svoltosi il 4 marzo, a Palazzo Baroni di Reggio Emilia, grazie alla collaborazione tra il Dipartimento di Educazione e Scienze Umane dell’Università di Modena e Reggio Emilia e lo Studio Teologico Interdiocesano (STI).

Il convegno, introdotto dalla direttrice del Dipartimento prof.ssa Annamaria Contini, e dal direttore dello STI don Stefano Borghi, coordinato dallo storico del cristianesimo Federico Ruozzi, ha proposto un approccio volutamente plurale, mettendo in dialogo prospettive storiche, teologiche, filosofiche, giuridiche e sociologiche con gli interventi di Rocco D’Alfonso, Carlo Altini e Rita Bertozzi, docenti di Unimore e Sincero Mantelli insegnante dello STI.

Quest’approccio plurale ha permesso di mettere in luce la complessità del concetto di pace che non è la mera assenza di conflitti o la stabilità delle relazioni tra istituzioni nazionali, sovranazionali e internazionali, bensì, come ha osservato Altini nel suo intervento, un’ideale regolativo dell’intera vita sociale che si fonda soprattutto sulla giustizia sociale. Una società caratterizzata da profonde disuguaglianze e da gravi violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali difficilmente potrà costruire una pace duratura. Nel suo intervento D’Alfonso ha poi richiamato l’espressione “terza guerra mondiale a pezzi”, coniata da Papa Francesco nel 2014. Con quest’espressione il Papa volle indicare una realtà caratterizzata da numerosi conflitti locali che, pur non configurandosi come un’unica guerra mondiale, rivelano una crisi diffusa dell’ordine internazionale. Tra i fattori che alimentano la situazione il relatore ha ricordato la proliferazione di guerre regionali, il ritorno della logica della forza nelle relazioni internazionali e l’indebolimento del multilateralismo.

Nella prospettiva biblica e patristica, la giustizia è considerata una condizione generativa della pace: laddove essa viene meno, la convivenza s’incrina e il conflitto diventa inevitabile, ha chiosato Mantelli, il quale ha offerto un contributo significativo alla riflessione a partire dall’analisi filologica di alcune lettere di San Girolamo da cui emerge il suo pensiero riguardo al tema della giustizia e della pace. Commentando i testi biblici e interpretando eventi traumatici come il sacco di Roma, Girolamo – come Agostino d’Ippona nella De civitate Dei – ha cercato di offrire una lettura che mettesse in relazione la storia umana con la speranza nella giustizia divina. Il contributo sociologico di Bertozzi ha infine messo in luce le disuguaglianze che attraversano le società contemporanee. Differenze economiche, educative e di genere, insieme al divario nell’accesso alle tecnologie, possono diventare fattori d’instabilità sociale. Particolare attenzione è stata dedicata alla condizione dei giovani e dei migranti: precarietà lavorativa, mancanza di prospettive e senso di esclusione rischiano di alimentare sfiducia nelle istituzioni. Per questo motivo, ha sottolineato la relatrice, promuovere politiche orientate all’equità e all’inclusione rappresentano un passaggio fondamentale per costruire una pace reale.

Il convegno ha rappresentato un momento di confronto e approfondimento su una delle questioni più urgenti del nostro tempo. Infatti la pace risulta oggi essere la realtà più ferita, la diplomazia la grande sconfitta, il diritto internazionale sacrificato sull’altare degli interessi di parte. Le riflessioni emerse suggeriscono la necessità di rafforzare il ruolo del multilateralismo e del diritto internazionale. A ciascuno di noi, però, viene chiesto di essere operatori di quella giustizia che produce la pace, nei nostri contesti e luoghi di vita. Al termine degli interventi è seguito un breve momento di discussione in assemblea, finito il quale don Borghi, Direttore dello Studio Teologico Interdiocesano, ha rivolto un saluto conclusivo, ringraziando tutti i partecipanti, anche a nome della Direttrice del Dipartimento.

Christian Makangi Eduwe

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