Spilamberto, progetto doposcuola Uno con Uno
Con il progetto Uno con Uno, negli spazi del Polo educativo Fism Maria Quartieri a Spilamberto, si offre il doposcuola per bambini della scuola primaria come risposta concreta a un bisogno educativo emerso nel contesto della Caritas parrocchiale
di Silvia Corni*
«Quando avete buttato nel mondo d’oggi un ragazzo senza istruzione, avete buttato in cielo un passerotto senz’ali». La celebre frase di don Lorenzo Milani racchiude il senso profondo del progetto Uno con Uno, nato a ottobre 2025 a Spilamberto come risposta concreta a un bisogno educativo emerso nel contesto della Caritas parrocchiale. Suor Giovanna Villa della Congregazione del Preziosissimo Sangue, offre il suo servizio a Spilamberto e dallo scorso anno coordina questo progetto di rete territoriale. “Le famiglie straniere che frequentano la Caritas parrocchiale segnalavano le grandi difficoltà linguistiche dei loro figli nello svolgere i compiti da soli a casa. Da qui l’idea: offrire un doposcuola personalizzato, capace di affiancare ciascun alunno nello svolgimento dei compiti. Il carisma della nostra Congregazione si esprime nello stare con: condividere la vita delle persone, specialmente dei più fragili, costruendo legami educativi e comunitari. Cerchiamo di essere una presenza che accompagna” dichiara suor Giovanna. Il nome del progetto Uno con Uno richiama quindi il cuore del carisma della Congregazione del Preziosissimo Sangue, che pone al centro il tema dell’alleanza, della relazione, dello “stare con”.
Il doposcuola si svolge il venerdì pomeriggio dalle 17 alle 18 e il sabato mattina, dalle 9.30 alle 11.30, negli spazi che il nido del Polo educativo Fism Maria Quartieri non utilizza per le attività con i propri bambini. L’ambiente raccolto e accogliente ha permesso di organizzare un servizio attento e strutturato e si ritiene un valore aggiunto che tutto questo avvenga all’interno di un Polo educativo che per natura deve essere luogo di relazioni, sostegno e diffusione di saperi.
La caratteristica distintiva del progetto è il rapporto uno a uno: un adulto con un bambino (al massimo due bambini per ogni volontario). Questa scelta nasce dalla convinzione che una relazione educativa stabile e personale sia la chiave per superare le difficoltà, rafforzare l’autostima e valorizzare i talenti di ciascuno. Non si tratta soltanto di “fare i compiti”, ma di costruire fiducia, motivazione, senso di appartenenza e relazioni significative. A Spilamberto nell’Oratorio Parrocchiale è attivo un servizio di doposcuola per i ragazzi delle scuole medie ma prima del progetto Uno con Uno non vi era nessuna proposta per i bambini della scuola primaria.
Attualmente vengono seguiti dodici ragazzi il sabato mattina e cinque il venerdì pomeriggio, segno di un bisogno reale e crescente.
I volontari sono principalmente maestre e maestri in pensione, che mettono a disposizione competenza, esperienza e passione educativa. A loro si affianca una preziosa collaborazione con l’associazione Overseas, che contribuisce con due giovani volontarie impegnate nel Servizio Civile Universale.
Suor Giovanna Villa, settimana dopo settimana cura la formazione delle coppie bambino-insegnante, con attenzione alle esigenze specifiche di ciascuno. Il suo lavoro di regia garantisce continuità e qualità al percorso.
L’utenza è composta in parte da famiglie già in contatto con la Caritas e in parte da bambini segnalati dalle insegnanti della scuola primaria perché spontaneamente la rete si sta allargando e la scuola stessa valorizza il progetto considerandolo importante risorsa. Questo conferma come Uno con Uno sia frutto di una rete territoriale viva, capace di intercettare i bisogni e di rispondere in modo condiviso.
Con questo progetto si cerca di essere coerenti con la Caritas che ribadisce una scelta chiara: non limitarsi all’assistenza materiale – pur fondamentale – ma impegnarsi nel contrasto alla povertà educativa. Offrire cibo e vestiti è necessario, ma non basta; occorre anche dare strumenti culturali e linguistici che permettano ai bambini di costruire il proprio futuro.
Il progetto si sta già ampliando: il mercoledì pomeriggio suor Giovanna offre lezioni di italiano a una mamma, segno che l’alleanza educativa coinvolge l’intero nucleo familiare. Educare un bambino significa infatti sostenere anche il suo contesto di vita.
In un tempo in cui le fragilità linguistiche e sociali rischiano di trasformarsi in esclusione, Uno con Uno rappresenta un segno concreto di comunità che si fa prossima, che ascolta e che sceglie di investire nel futuro dei più piccoli. Perché nessuno resti senza ali.
*Coordinatrice pedagogica Fism




