Al Consiglio nazionale della Fisc l’intervento di padre Occhetta per la Fondazione Fratelli Tutti
di Alessio Magoga
Il tema della pace, oggi più che mai, non può essere ridotto a uno slogan. Deve diventare un lavoro culturale, politico e sociale capace di incidere nella realtà. È stato questo il filo conduttore dell’intervento di Francesco Occhetta, gesuita e segretario generale della Fondazione Fratelli Tutti, che ha aperto i lavori del Consiglio nazionale della Federazione Italiana Settimanali Cattolici (Fisc) riunitosi a Roma il 5 e 6 marzo. L’incontro, ospitato tra il Carpegna Palace Hotel e la sede della Conferenza Episcopale Italiana, ha visto la partecipazione dei delegati regionali (per l’Emilia-Romagna il direttore editoriale di Notizie Luigi Lamma) e dei rappresentanti dei settimanali diocesani. Il confronto con padre Occhetta è stato dedicato a un tema preciso: la proposta di istituire anche in Italia un “Ministero della Pace”, capace di promuovere politiche di prevenzione dei conflitti e di educazione alla convivenza.
La pace non nasce spontaneamente
Nel suo intervento padre Occhetta ha invitato innanzitutto a superare una visione ingenua o puramente retorica della pace. «La pace – ha ricordato – non è qualcosa che nasce spontaneamente nella storia. Deve essere costruita». Per spiegare questa prospettiva Occhetta ha richiamato il celebre scambio epistolare del 1932 tra Albert Einstein e Sigmund Freud. Lo scienziato chiedeva allo psicoanalista se la guerra fosse inevitabile.




