Venerdì 27 marzo, a Carpi, la Via Crucis interdiocesana ricorderà i missionari uccisi durante il loro servizio
Nella data di oggi, 24 marzo, si celebra la 34ª Giornata dei missionari martiri
In occasione della Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri (24 marzo), il Servizio di pastorale missionaria organizza la Via Crucis cittadina interdiocesana venerdì 27 marzo, alle 21, a Carpi. La prima parte della Via Crucis seguirà il percorso che parte dal sagrato della chiesa di San Bernardino da Siena (ritrovo dalle 20.45), passando davanti alla chiesa di San Francesco, corso Alberto Pio, piazza dei Martiri, per arrivare al sagrato del Duomo. La seconda parte si svolgerà all’interno della Cattedrale ed avrà come momenti significativi la lettura dei nomi dei 17 operatori pastorali uccisi nel corso del 2025 e la testimonianza di due brasiliani Danilo e Carolina, avvocato l’uno, giornalista l’altra, impegnati per la difesa dei diritti umani. Parleranno della catastrofe mineraria avvenuta il 25 gennaio 2019 in Brasile, nel comune di Brumadinho, Stato del Minas Gerais, vicino a Belo Horizonte. Il cedimento della diga di contenimento dei fanghi (tailings dam) presso la miniera di ferro Córrego do Feijão, gestita dalla compagnia Vale S.A., provocò la morte di 270 persone, tra dipendenti della miniera e residenti, oltre a un disastro ambientale devastante. Su tale evento ha pesato l’incuria e l’indifferenza dei governanti e responsabili.
“Gente di primavera” con Cristo Risorto
Oggi, martedì 24 marzo si celebra la 34ª Giornata dei missionari martiri. La ricorrenza invita a serbare il ricordo di tutti coloro che hanno donato la vita per il Vangelo e per il servizio agli ultimi e a riconoscere la presenza viva e operante di testimoni che hanno scelto di portare la parola di Dio nei luoghi dove la vita e la dignità umana sono maggiormente minacciate. Il Movimento Giovanile Missionario (MGM), oggi Missio Giovani, ha voluto istituire questa giornata. La data scelta, il 24 marzo, è il giorno in cui, nel 1980, fu assassinato l’arcivescovo di San Salvador, Óscar Arnulfo Romero, mentre celebrava la Messa. Romero – proclama- Santo da Papa Francesco nell’ottobre 2018 – è simbolo del martirio per la giustizia sociale e per i più poveri. Egli costituisce un esempio di una vita cristiana attenta alla preghiera e alla Parola, così come alle sorelle e ai fratelli rimasti ai margini della società.
“Gente di primavera” è lo slogan scelto per la Giornata 2026. L’ispirazione scaturisce dal messaggio scritto da Papa Francesco, alcuni mesi prima della sua morte, per la Giornata missionaria mondiale 2025. “Siamo battezzati nella morte e risurrezione redentrice di Cristo, nella Pasqua del Signore che segna l’eterna primavera della storia. Siamo allora ‘gente di primavera’, con uno sguardo sempre pieno di speranza da condividere con tutti perché in Cristo crediamo e sappiamo che la morte e l’odio non sono le ultime parole sull’esistenza umana” (dal messaggio del Santo Padre Francesco per la Giornata missionaria mondiale 2025).
17 operatori pastorali assassinati nel 2025
Secondo il rapporto annuale pubblicato dall’Agenzia Fides, nel 2025 sono stati uccisi 17 missionari e operatori pastorali cattolici nel mondo: sacerdoti, religiose, seminaristi, laici. La ripartizione continentale evidenzia che il numero più elevato si è registrato in Africa, dove sono stati assassinati 10 missionatori (6 sacerdoti, 2 seminaristi, 2 catechisti). Nel continente americano sono stati uccisi 4 missionari (2 sacerdoti, 2 religiose), in Asia 2 (un sacerdote e un laico). In Europa è stato ucciso un sacerdote.
Nel dettaglio, tra i 10 operatori pastorali uccisi Africa, 5 hanno perso la vita in Nigeria, 2 in Burkina Faso, uno in Sierra Leone, uno in Kenya, uno in Sudan. Tra i 4 missionari e missionarie uccisi in America, due suore sono state assassinate ad Haiti, un sacerdote in Messico, un altro sacerdote di origine indiana negli Stati Uniti. Dei due sacerdoti uccisi in Asia, uno è stato brutalmente assassinato in Myanmar, l’altro nelle Filippine. L’unico sacerdote ucciso in Europa ha perso la vita in Polonia.
Tra gli operatori pastorali uccisi nel 2025 figura anche il giovanissimo seminarista nigeriano Emmanuel Alabi, morto durante la marcia forzata impostagli dai suoi rapitori, che avevano assaltato il Seminario minore di Ivianokpodi e, dopo averlo ferito, lo avevano sequestrato insieme a due suoi compagni; ci sono suor Evanette Onezaire e suor Jeanne Voltaire, Piccole Sorelle di Santa Teresa di Gesù Bambino, assassinate dalle bande armate che tengono in scacco Haiti; c’è anche Donald Martin, primo sacerdote cattolico birmano ucciso nel conflitto civile che insanguina il Myanmar.
“Quando sono debole, è allora che sono forte”
Dal 2000 al 2025 in tutto il mondo sono stati uccisi 626 missionari e missionarie cattolici. La speranza di questi coraggiosi testimoni della fede, ha detto Papa Leone XIV, è “piena d’immortalità”, perché “il loro martirio continua a diffondere il Vangelo in un mondo segnato dall’odio, dalla violenza e dalla guerra”, perché “pur essendo stati uccisi nel corpo, nessuno potrà spegnere la loro voce o cancellare l’amore che hanno donato”, perché “la loro testimonianza rimane come profezia della vittoria del bene sul male”. La loro, ha sottolineato il Santo Padre, “è una speranza disarmata. Hanno testimoniato la fede senza mai usare le armi della forza e della violenza, ma abbracciando la debole e mite forza del Vangelo, secondo le parole dell’apostolo Paolo: ‘Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. […] Infatti quando sono debole, è allora che sono forte’ (2Cor 12,9-10)” (Omelia nella Commemorazione dei Martiri e Testimoni della fede del XXI Secolo, Basilica Papale di San Paolo Fuori le Mura a Roma, 14 settembre 2025, Festa dell’Esaltazione della Santa Croce).




