Oratorio Eden, un ponte tra strada e casa
“Non solo un pallone”: il cuore educativo dell’oratorio cittadino Eden, raccontato dal referente Ghelfi
di Maria Silvia Cabri
C’è un rumore che caratterizza le nostre comunità: è il rimbalzo di un pallone sull’asfalto, mescolato alle grida di chi rincorre un amico e al brusio degli animatori. Dal 1952 l’oratorio cittadino Eden, di via Santa Chiara a Carpi, gestito dall’Aceg (Attività Cattoliche Educative Gioventù), è un pilastro educativo. Per un osservatore distratto, l’oratorio potrebbe sembrare solo un centro ricreativo gratuito. Ma guardando meglio, ci si accorge che dietro quel gioco, quel luogo, si nasconde una delle più potenti officine educative del nostro tempo. Oggi i ragazzi oscillano tra la pressione delle prestazioni scolastiche e la solitudine digitale. L’oratorio si inserisce in questo vuoto come una “zona franca”. Non è la scuola, dove si è valutati per quello che si sa; non è la cameretta, dove i giovani sono sempre connessi ma soli. L’azione educativa dell’oratorio parte da un principio rivoluzionario: l’accoglienza incondizionata. Qui tutti sono accolti per il semplice fatto di esserci.




