Lavorare
Attualità
Pubblicato il Febbraio 16, 2021

Lavorare in famiglia è la nostra forza

Samasped - Dalla dogana alla consulenza

 

di Maria Silvia Cabri

 

Sono due le dimensioni che si respirano alla Samasped International srl di via del Trasporti a Carpi. Quella “internazionale” appunto, come indica il nome stesso dell’azienda, fondata nel 1981 e specializzata nel settore doganale dell’import export. E quella più intima, “familiare”: alla Samasped il lavoro infatti è un “affare di famiglia”. L’origine stessa del nome lo testimonia: Samasped, ideata dal fondatore Franco Mestieri, nasce dalla fusione delle prime due lettere del nome della prima figlia (Samuela) e di quelle della seconda figlia (Marica), con l’aggiunta di “sped” per la professione di “Spedizioniere Doganale Doganalista” dello stesso Mestieri.

 

Marica, com’è lavorare tutti insieme?

Reputo sia una forza e una “debolezza” al tempo stesso. Un punto di forza perché c’è un appoggio continuo tra di noi, una sinergia che non si ferma mai. Di “debolezza” perché se succede qualcosa alla famiglia, semplicemente se uno di noi si ammala, tutti ne risentono. Ma questo aspetto è secondario: sono sicuramente di più i vantaggi.

Che qualità ci vogliono per lavorare in famiglia?

Umiltà da parte di noi figlie di capire che se oggi la nostra realtà è tale è grazie alle scelte e alle intuizioni che ha avuto nostro padre. Dall’altro lato i genitori devono lasciare ai figli lo spazio e l’autonomia per muoversi ed avere fiducia. Cosa che nostro padre ha sempre fatto. Come il genitore sceglie per il proprio piccolo un nome che possa identificarlo in modo univoco fra la moltitudine che lo circonda, così la Samasped vuole essere, nel cuore e nelle aspirazioni dei soci fondatori, una piccola e specialissima realtà in grado di affermarsi e distinguersi fra la multiforme concorrenza che la circondava.

Qual è il vostro mercato?

Fondata nel 1981, l’azienda si è evoluta negli anni con forte vocazione specialistica nel settore doganale dell’import export: spedizioni, operazioni doganali. L’apertura delle frontiere intracomunitarie (Mercato unico 1992) e i successivi allargamenti della Comunità Europea (2004-2007) hanno creato contraccolpi all’interno dell’azienda che, se fino ad una certa data doveva erogare per legge il proprio servizio, il giorno successivo si è vista privare, dalla medesima legge, di ogni possibilità di lavoro.

Come avete reagito?

Nostro padre, autentica “anima” dell’impresa, non si è abbattuto e si è reinventato: è stata un’attenta ricerca volta alla “riconversione”, senza alcun aiuto esterno e senza licenziare il personale (ad oggi sono otto i dipendenti, ndr). E possiamo dire “superata la burrasca”, Samasped è più che mai presente sul mercato.

In che modo vi siete reinventati?

Oltre ai tradizionali conosciuti servizi, legati alla dogana, l’azienda eroga anche quello specialistico della Consulenza nel Commercio Estero, con tutte le attività doganali e fiscali connesse, e della formazione aziendale. Un impegno importante che richiede uno studio continuo: dopo la laurea, mia sorella ed io abbiamo affrontato l’esame di Stato per diventate doganalisti. A fronte dell’avanzata elettronica (si pensi alla fattura digitale), abbiamo deciso di rimetterci nuovamente in gioco e specializzarci nel campo della consulenza e della formazione con riferimento a tutto quello che riguarda il materiale digitale: made in, etichettatura del prodotto, dual use. Posto che ogni risvolto doganale può averne uno penale, noi offriamo supporto alle aziende soprattutto per quanto riguarda l’origine preferenziale.

Chi sono sotto questo aspetto i vostri clienti?

Nella maggior parte appartengono al campo della moda e si tratta di nomi rilevati: Diesel, Versace, Armani, Liu Jo, Loro Piana, Scervino.

Donne in un settore tipicamente maschile…

Ammetto che l’approccio all’inizio è stato complicato: non solo a livello locale ma anche nazionale sono poche le donne che operano in questo settore. Però poi ci siamo fatte conoscere e abbiamo la stima e il rispetto, reciproco, di tutti. Abbiamo dimostrato di valere non solo per il nostro cognome, Mestieri, ma per le nostre capacità. Ora non siamo più “le figlie di Franco”, anche se papà resta e resterà sempre il nostro mito, il motore di tutto. Lui ha esperienza, conoscenza: sarebbe bello se con una chiavetta usb si potesse estrarre dalla sua testa tutto il suo sapere (ride, ndr).

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