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Il Settimanale, In te ipsum redi, Rubriche
Pubblicato il Marzo 3, 2021

La paura di perdersi e la relazione come dono

 

di Tommaso Cavazzuti

 

L’uomo giunge a una concezione sbagliata di sé a partire da esperienze negative che ha fatto o subito. Per capire la storia esistenziale di ogni persona – come ho già detto in articolo precedente – è necessario considerare un fatto molto importante: in quanto creato e passivo, nel proprio essere e nel proprio agire, l’uomo può affermarsi positivamente solo se, dalla nascita e in tutte le fasi del suo crescere, si sente riconosciuto e apprezzato nel suo valore e nella sua dignità, si sente accettato e ben voluto e sente che si prendono cura di lui soddisfacendo i suoi bisogni.

Quando questo non avviene, oppure tutto è dato in modo condizionato o finalizzato non al bambino ma alle necessità di chi si prende cura di lui, il bisogno innato di affermazione sarà soddisfatto andando contro l’altra tendenza – anch’essa fondamentale – ossia la tendenza a comunicarsi con gli altri in un rapporto di amicizia e di amore, facendola deviare verso forme di possesso e strumentalizzazione.

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