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Don Luca Baraldi inizia la sua missione in Canada

In questi due mesi aspettando la seconda partenza “ho imparato ad accogliere la virtù dell’attesa”

Don Luca Baraldi inizia la sua missione in Canada

 

Questa volta non ci sono stati inconvenienti e il viaggio di don Luca Baraldi verso il Canada si è svolto regolarmente. Da poche ore ha raggiunto la città di Yellowknife, dove risiederà e ha inviato ai lettori di Notizie questo scritto e una prima immagine. 

Dopo più di due mesi da quella che avrebbe dovuto essere la mia partenza per la Missione in Canada, finalmente, complici le nuove norme stabilite dal governo della foglia d’acero, sono giunto a destinazione. Il mio arrivo nel paese d’oltre oceano, coincide con la fine della stagione estiva e, di conseguenza, con l’accorciarsi significativo delle ore di luce durante il giorno e con il crollo delle temperature che, presto, andranno intorno allo zero.

Credo che questa luce un po’ soffusa, che spero i lettori possano immaginare, sia da cogliere da parte mia come un segno: meglio ancora, come un invito. Quello cioè ad aguzzare la mia vista ed a renderla più attenta ai dettagli dei volti e delle realtà nuove che mi circondano. Si sa: quando si inizia una nuova avventura si è presi da un sano e robusto entusiasmo che, talvolta, ha come controindicazione di abbassare l’attenzione e la concentrazione sui particolari, tutti presi da quella sorta di sacro fuoco interiore.

In realtà una piccola palestra di “rallentamento” e quiete interiore l’ho vissuta nei giorni che hanno separato la mia prima partenza dalla seconda e definitiva. Infatti la situazione inattesa, e per certi versi un po’ deprimente, in cui mi sono venuto a trovare, mi ha costretto a prendere le distanze da molti sentimenti esaltanti, visto l’incertezza in cui mi son venuto a trovare.

Dopo anni di lavoro pastorale intenso e dai ritmi spesso serrati, dopo tante responsabilità affidatemi da diversi vescovi, trovarmi ospite dai miei genitori, che ringrazio, a non dover fare nulla è stata un’esperienza alquanto inusuale.

Per questo mi è stato di auto un piccolo pensiero fattomi giungere dal Canada, ed espresso dal vescovo emerito della Diocesi di Mackenzie, dove andrò, monsignor Denis Croteau.

Informato dell’inconveniente sul mio arrivo, ha parlato dell’attesa come di una virtù che noi occidentali, dalle agende piene e dagli impegni frenetici e ultra programmati, dovremmo imparare dai nativi dei Territori del Nord-ovest. Essi, infatti, che tradizionalmente vivevano di caccia e pesca, sanno bene, quasi lo hanno scritto nel DNA culturale, che non si può fissare l’appuntamento con un caribù o con un salmone: bisogna attendere, pazientemente e vigilmente il momento opportuno, quello del passaggio.

Virtù, quella dell’attesa, che ci ricorda che esiste un Kairos, un tempo favorevole, che sfugge alle nostre programmazioni e che dobbiamo imparare ad accogliere svuotandoci di tante esaltanti impressioni? Forse… io penso di sì!

Così mentre la luce del sole si fa intensa allungando le ombre degli arbusti e delle case intorno a Yellowknife auguro che la missione della nostra Chiesa, che io esprimerò qui e voi a Carpi, possa vivere di queste distensioni ed attese, perché riportano al cuore la memoria di Colui che sta venendo.

Don Luca Baraldi

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