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Attualità, Carpi, Territorio
Pubblicato il Novembre 30, 2021

Un Os.Co. alla Cra il Carpi: siglato accordo tra Comune e Ausl di Modena

Un ponte fra l’assistenza ospedaliera e quella domiciliare, un presidio territoriale fondamentale per pazienti anziani in determinate condizioni, anche di contesto familiare o inidoneità strutturali

Il direttore generale dell’Ausl di Modena Antonio Brambilla e il sindaco Alberto Bellelli al momento della firma dell’accordo

 

 

E’ stato sottoscritto stamattina in Municipio l’accordo fra Azienda Usl di Modena e Comune per l’ospedale di comunità (Os.Co.) che sorgerà nello stesso immobile del “Carpine”: hanno firmato per l’Ausl il Direttore Generale Antonio Brambilla e per l’Amministrazione comunale il Sindaco Alberto Bellelli, presenti Stefania Ascari (Direttore Distretto sanitario di Carpi), Tamara Calzolari (Assessore a Sanità e sociale) e Marco Truzzi (Assessore a Lavori pubblici e patrimonio).

La struttura di piazzale Donatori di sangue, che dovrebbe essere pronta nel 2022, avrà venti posti letto fra camere doppie (sette) e singole, tutte con servizi igienici, e potrà contare su spazi confortevoli e su un’area esterna. L’Azienda Usl la gestirà con proprio personale, in una logica di rete con tutti gli altri servizi sanitari, come avviene nelle analoghe strutture di Fanano, Soliera e Castelfranco Emilia; la Direzione sanitaria sarà affidata al dottor Federico Barbani e l’assistenza dei pazienti verrà garantita da diverse professionalità (infermieri, Oss e fisioterapisti).

 

“L’Os.Co – afferma il Sindaco – è un’opera importante per il nostro territorio poiché, grazie a questo investimento del Comune, la sanità potrà programmare una serie di posti essenziali per permettere dimissioni veloci dallo stesso ospedale oppure la gestione di una serie di casi che non devono arrivare direttamente in ospedale ma possono trovare già una risposta a livello dell’ospedale di comunità. Ciò servirà ad alleggerire il Ramazzini, oltre a diventare un elemento fondamentale soprattutto in questo periodo pandemico dove la gestione di spazi e di strutture in maniera simultanea diventa un elemento fondamentale per vincere questa battaglia”.

“Avere un Os.Co. a Carpi – sottolinea Antonio Brambilla – significa potenziare un fondamentale nodo dell’assistenza sanitaria territoriale, incrementando così la disponibilità nella nostra provincia di strutture intermedie tra l’ospedale e il domicilio che assicurano una risposta ai bisogni dei cittadini più fragili, ma in un contesto assistenziale adeguato per loro e con personale formato. Ringrazio il Comune che in tempi brevi ha individuato il luogo e ci ha consentito di raggiungere questo accordo; auspichiamo ora di poterlo aprire al più presto”.

“La ristrutturazione de Il Carpine per adeguarlo ad Ospedale di Comunità – prosegue l’assessore Truzzi – costerà 262 mila euro mentre altri lavori di adeguamento per l’efficientamento energetico sono stati posti in cantiere e riguarderanno più in generale l’intera struttura della residenza per anziani, con un impegno di spesa complessivo (Os.Co. compreso) di circa 600 mila euro”.

 

Planimetria

 

Cos’è un Os.Co. – L’Ospedale di Comunità (Os.Co.) è una struttura di ricovero a breve termine (15-20 giorni) che prende in carico pazienti provenienti da altre strutture di ricovero (ad esempio dall’ospedale) o dal domicilio, bisognosi di una stabilizzazione clinica o che, causa il riacutizzarsi di patologia cronica per cui non serve ricoverarli, necessitano di interventi sanitari a bassa intensità di cura non erogabili però a domicilio, richiedendo assistenza e sorveglianza sanitario-infermieristica continuativa, anche notturna.

Pertanto, l’Os.Co., ponte fra l’assistenza ospedaliera e quella domiciliare, rappresenta un presidio territoriale fondamentale per pazienti anziani in determinate condizioni, anche di contesto familiare o inidoneità strutturali. Saranno le Unità di valutazione ospedaliera (équipe che operano nell’ambito delle dimissioni protette) presenti in tutti gli ospedali della provincia, a richiedere il ricovero dei pazienti nell’Os.Co.

E’ stato sottoscritto stamattina in Municipio l’accordo fra Azienda Usl di Modena e Comune per l’ospedale di comunità (Os.Co.) che sorgerà nello stesso immobile del “Carpine”: hanno firmato per l’Ausl il Direttore Generale Antonio Brambilla e per l’Amministrazione comunale il Sindaco Alberto Bellelli, presenti Stefania Ascari (Direttore Distretto sanitario di Carpi), Tamara Calzolari (Assessore a Sanità e sociale) e Marco Truzzi (Assessore a Lavori pubblici e patrimonio).

La struttura di piazzale Donatori di sangue, che dovrebbe essere pronta nel 2022, avrà venti posti letto fra camere doppie (sette) e singole, tutte con servizi igienici, e potrà contare su spazi confortevoli e su un’area esterna. L’Azienda Usl la gestirà con proprio personale, in una logica di rete con tutti gli altri servizi sanitari, come avviene nelle analoghe strutture di Fanano, Soliera e Castelfranco Emilia; la Direzione sanitaria sarà affidata al dottor Federico Barbani e l’assistenza dei pazienti verrà garantita da diverse professionalità (infermieri, Oss e fisioterapisti).

“L’Os.Co – afferma il Sindaco – è un’opera importante per il nostro territorio poiché, grazie a questo investimento del Comune, la sanità potrà programmare una serie di posti essenziali per permettere dimissioni veloci dallo stesso ospedale oppure la gestione di una serie di casi che non devono arrivare direttamente in ospedale ma possono trovare già una risposta a livello dell’ospedale di comunità. Ciò servirà ad alleggerire il Ramazzini, oltre a diventare un elemento fondamentale soprattutto in questo periodo pandemico dove la gestione di spazi e di strutture in maniera simultanea diventa un elemento fondamentale per vincere questa battaglia”.

“Avere un Os.Co. a Carpi – sottolinea Antonio Brambilla – significa potenziare un fondamentale nodo dell’assistenza sanitaria territoriale, incrementando così la disponibilità nella nostra provincia di strutture intermedie tra l’ospedale e il domicilio che assicurano una risposta ai bisogni dei cittadini più fragili, ma in un contesto assistenziale adeguato per loro e con personale formato. Ringrazio il Comune che in tempi brevi ha individuato il luogo e ci ha consentito di raggiungere questo accordo; auspichiamo ora di poterlo aprire al più presto”.

“La ristrutturazione de Il Carpine per adeguarlo ad Ospedale di Comunità – prosegue l’assessore Truzzi – costerà 262 mila euro mentre altri lavori di adeguamento per l’efficientamento energetico sono stati posti in cantiere e riguarderanno più in generale l’intera struttura della residenza per anziani, con un impegno di spesa complessivo (Os.Co. compreso) di circa 600 mila euro”.

Cos’è un Os.Co. – L’Ospedale di Comunità (Os.Co.) è una struttura di ricovero a breve termine (15-20 giorni) che prende in carico pazienti provenienti da altre strutture di ricovero (ad esempio dall’ospedale) o dal domicilio, bisognosi di una stabilizzazione clinica o che, causa il riacutizzarsi di patologia cronica per cui non serve ricoverarli, necessitano di interventi sanitari a bassa intensità di cura non erogabili però a domicilio, richiedendo assistenza e sorveglianza sanitario-infermieristica continuativa, anche notturna.

Pertanto, l’Os.Co., ponte fra l’assistenza ospedaliera e quella domiciliare, rappresenta un presidio territoriale fondamentale per pazienti anziani in determinate condizioni, anche di contesto familiare o inidoneità strutturali. Saranno le Unità di valutazione ospedaliera (équipe che operano nell’ambito delle dimissioni protette) presenti in tutti gli ospedali della provincia, a richiedere il ricovero dei pazienti nell’Os.Co.

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