Il
Attualità
Pubblicato il Gennaio 3, 2022

Il vescovo Erio Castellucci interviene sul tema della denatalità

"La formazione delle nuove generazioni è il terreno su cui parrocchie e associazioni stanno lavorando con generosità, in rete con le altre realtà educanti: famiglia, scuola, lavoro, sport, cultura, volontariato"

 

 

Monsignor Erio Castellucci, vescovo di Carpi

 

 

Monsignor Erio Castellucci, vescovo di Carpi, interviene sul tema della denatalità (fonte Resto del Carlino di Modena, 2 gennaio 2022)

“Evocata fino a qualche decennio fa per segnalare il problema della sovrappopolazione, la ‘questione demografica’ viene ora richiamata anche per il problema opposto, la decrescita della popolazione, ossia la differenza negativa tra i morti e i nati nell’arco di un anno. In Italia questa forbice è diventata così ampia da destare serie preoccupazioni per l’immediato futuro. Nel Novecento le nascite annue oltrepassavano il milione, esclusi gli anni delle due guerre mondiali; ma dagli anni Sessanta il calo è progressivo, fino a scendere sotto il mezzo milione nel 2015 e abbassarsi a meno di 405.000 nel 2020 e al di sotto dei 400.000 nel 2021. Se la tendenza non cambia, questo autunno demografico condurrà l’Italia verso un vero e proprio inverno: ormai il numero dei morti supera ogni anno di parecchie decine di migliaia quello dei nati”.

“Le cause sono varie. Ha ragione chi collega la denatalità a motivi economici: disoccupazione giovanile mediamente elevata; condizioni lavorative talvolta precarie; scarsità dei servizi di supporto alle famiglie; alto costo dei figli; crisi economica in atto, e così via. Ha ragione anche chi individua cause più profonde, di natura culturale: instabilità dei legami affettivi; separazione della sessualità dalla fecondità; figli rinviati e figli concepiti ma non accolti, e così via. Deve sentirsi interpellato non solo il mondo politico, ma anche il poliedrico mondo dell’educazione, comunità cristiane comprese”.

“La formazione delle nuove generazioni è il terreno su cui parrocchie e associazioni stanno lavorando con generosità, in rete con le altre realtà educanti: famiglia, scuola, lavoro, sport, cultura, volontariato. L’educazione all’amore, agli affetti, alla corporeità e alla sessualità come ‘dono di sé’ e le testimonianze di accoglienza, sono formative e incoraggianti per i ragazzi e i giovani. Insieme alle diverse forme democratiche di pressione sul mondo politico per una maggiore attenzione alla famiglia, è l’opera educativa, alla quale la Chiesa contribuisce, che potrà in tempi lunghi invertire la tendenza attuale, perché l’inverno demografico lasci gradualmente il campo alla primavera”.

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