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Attualità, Il Settimanale
Pubblicato il Marzo 13, 2022

A scuola da madre natura

Con l’avvio della stagione primaverile ha riaperto al pubblico l’Oasi la Francesa grazie all’impegno dei volontari dell’associazione Panda Carpi.

di Giacomo Sforzi

 

 

L’Oasi la Francesa ha riaperto i battenti. Nella mattinata di domenica 6 marzo lo spazio dedicato al verde e alla fauna del nostro territorio ha ricominciato ad accogliere appassionati della natura. Una riapertura, quella che riconsegna l’Oasi ai visitatori dopo la chiusura invernale scattata lo scorso 15 novembre, che ha visto grandi numeri, andando incontro all’arrivo della stagione primaverile.

Un po’ di storia

Quella dell’Oasi è una storia che parte da lontano. Sul vasto terreno ora occupato dalla riserva naturale si sono succeduti diversi interventi, che hanno portato ad una bonifica dei terreni originari, caratterizzati da una massiccia presenza di argilla che non ha favorito un’agricoltura pregiata. Un primo punto di svolta è il 1990, quando si optò per fermare il processo di continue coltivazioni e trattamenti chimici, mettendo il terreno a riposo. In seguito alla piantumazione di oltre 12.000 piante avvenuta nel 1993 si ebbe un ripopolamento naturale dell’area, che spinse il WWF di Carpi a prendere contatto con il Comune di Carpi per la realizzazione di un’oasi, portando nel 2005 alla nascita dell’Oasi la Francesa, attualmente gestita dall’Associazione Panda Carpi.

Vegetazione e fauna

La vegetazione presente all’interno dell’area, di estensione pari a circa 23 ettari, è frutto di una prima colonizzazione spontanea ed un successivo intervento di rimboschimento, per ripristinare le condizioni naturali degli ambienti. Il bosco è composto da diverse piante tra cui querce, carpini bianchi, olmi, aceri e arbusti, mentre la presenza dell’acqua favorisce la presenza di una fauna variegata, con diverse specie di invertebrati acquatici e numerosi insetti, tra cui coleotteri, libellule, mantidi religiose, grilli e cavallette.

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