Prosegue
Attualità, Il Settimanale
Pubblicato il Aprile 23, 2022

Prosegue al Sacro Cuore e all’Oratorio Eden il progetto di “Accoglienza” di 46 bambini e ragazzi ucraini scappati dalla guerra

Ogni giorno una conquista in più.

di Maria Silvia Cabri

 

 

Sono passate quasi tre settimane da quando 46 bambini e ragazzi, tra i 6 e i 14 anni, provenienti dalla martoriata Ucraina, sono stati accolti negli spazi dell’istituto Sacro Cuore di Carpi e dell’Oratorio cittadino Eden, prime realtà del territorio ad aderire al progetto “Accoglienza minori” coordinato dall’Unione Terre d’Argine.

Dallo scorso 30 marzo, i giovani hanno infatti iniziato il nuovo percorso (che durerà fino alla fine dell’anno scolastico, il prossimo 4 giugno), seguiti e accompagnati dagli educatori della Cooperativa sociale il Mantello, come Francesco, Asia e Silvia che si occupano appunto dell’accoglienza, e da Nataliya, della cooperativa Kaleidos, signora ucraina, che segue propriamente la mediazione culturale e che racconta questa esperienza.

Nataliya, da dove provengono i ragazzi che sono stati accolti all’Istituto Sacro Cuore e negli spazi dell’Oratorio Eden?

I giovani provengono da varie città dell’Ucraina: Sumy, Kryvyi Rih, Ternopil, Dnipro, Lviv.

Come comunicano tra di loro? Riescono a capirsi tra di loro?

I ragazzi parlano tra di loro in due lingue senza nessun problema. In ucraino e in russo. Senza nessun obbligo di conversare in ucraino, per esempio, quando uno degli amici di classe si rivolge in ucraino, l’altro si sente libero di rispondere in russo e si capiscono perfettamente.

Continua a leggere oppure abbonati qui

Giovani: la parola d’ordine facilitare
Il commento di Klaudia Kumaraku sulla ricerca dedicata alla partecipazione giovanile
di Giacomo Sforzi 
Pubblicato il 10 Luglio, 2026
Il commento di Klaudia Kumaraku sulla ricerca dedicata alla partecipazione giovanile
Sacerdote scaccia sacerdote
Etica della vita, rubrica a cura di Gabriele Semprebon
di Giacomo Sforzi 
Pubblicato il 10 Luglio, 2026
Etica della vita, rubrica a cura di Gabriele Semprebon