«Se non si cambia sarà la realtà a farci cambiare». Adolescenti e giovani: intervista al Vescovo Erio /1
Attualità, Carpi, Chiesa, Il Settimanale, Modena, Territorio

Pubblicato il

8 Luglio 2022

«Se non si cambia sarà la realtà a farci cambiare». Adolescenti e giovani: intervista al Vescovo Erio /1

Nell’intervista al vescovo Erio affrontiamo le sfide più attuali che attendono la Chiesa al suo interno e nel rapporto con le persone e con la società. Primo tema: adolescenti e giovani

Erio Castellucci

Come ogni anno, dopo l’assemblea della CEI, al termine delle attività pastorali ordinarie e prima di buttarsi nel tempo estivo anch’esso gravido di iniziative, Notizie solitamente propone l’intervista al Vescovo come momento di verifica e di rilancio per il futuro. Cambiamento. E’ questo il filo conduttore che accompagna i pensieri che il vescovo Erio ha condiviso poco tempo fa alla rivista dei Salesiani di Bologna “Sacro Cuore” nella quale ha spaziato su vari argomenti, gli stessi che avremmo desiderato affrontare insieme e quindi per gentile concessione del direttore don Ferdinando Colombo, la proponiamo con qualche piccola personalizzazione.

1. ADOLESCENTI E GIOVANI

Don Erio il primo pensiero va agli adolescenti e ai giovani, a questo tempo estivo dove in tanti sono e saranno coinvolti e impegnati come animatori nei centri estivi, nei campi e in tutte le diverse proposte formative di parrocchie e associazioni. Resta aperto un tema presente anche a livello nazionale: la maggioranza non ha nessuna formazione cristiana in famiglia. Quali strade nuove per “seminare” il desiderio di incontrare Cristo?

È vero, lo ha detto anche il Papa recentemente, si è interrotta la trasmissione intergenerazionale della fede, cioè è diventata molto rara. Quindi tutte le analisi che noi facciamo su catechesi e famiglia, devono tener conto di questo. È anche vero che è decisamente superata la pastorale del gruppetto dentro la canonica che si ritrova a scadenze fisse.

I ragazzi non sono più tanto sensibili alla “riunione del giovedì sera”, la cosiddetta pastorale del muretto, molto in auge dieci/venti anni fa, lascia un po’ il tempo che trova, adesso. Non so se abbiamo particolari soluzioni. Credo sia importante proporre un cammino di fede, là dove i giovani sono, quindi, per esempio, anche attraverso la rete, ma poi c’è la scuola, e per chi ha il dono giusto per poterli incontrare, anche il bar o la discoteca, lasciando sempre aperte le porte delle chiese, delle parrocchie, perchè comunque qualcuno c’è che viene a chiederlo. Se c’è una cosa che può interessare i ragazzi, i giovani è proprio l’incontro con delle esperienze, addirittura esperienze che li coinvolgano…

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