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Chiamati al servizio

La Fiera dei Servizi: un momento di conoscenza tra i membri dei diversi clan dell’Agesci e le associazioni di volontariato presenti sul territorio.

Chiamati al servizio

 

di Alessandro Cattini

Si è tenuta sabato 15 ottobre presso l’Oratorio Eden la Fiera dei Servizi, iniziativa pensata e promossa dall’Agesci nazionale e proposta per la prima volta anche dai Capi Scout della Zona di Carpi.

In apertura i saluti di Tamara Calzolari, assessora al Sociale, alla Sanità, all’Associazionismo, all’Immigrazione, alle Pari opportunità e alle Politiche abitative del Comune di Carpi, che ringraziando per l’impegno profuso nell’iniziativa ha detto: “Quando ci sono dei momenti particolari di forte tensione all’interno della nostra comunità, come il terremoto, o come quando abbiamo dovuto fare fronte al covid, o ancora adesso che ci sono i problemi legati ai profughi per la guerra, devo dire che, in questi momenti in cui siamo tutti sotto pressione, la forza, le energie e la quantità di azioni positive messe in campo dalle associazioni di volontariato ci hanno salvato. Senza le associazioni di volontariato non saremmo stati in grado di aiutare tutte le persone della nostra comunità, che vuol dire poi tutti noi”.

L’evento, rivolto a tutti i ragazzi tra i sedici e i ventuno anni, ha avuto lo scopo di metterli in contatto con il variegato mondo dell’associazionismo e del volontariato presente in città, per aiutarli a cominciare a discernere il tipo di servizio da svolgere parallelamente e a integrazione del percorso scout. Un servizio attraverso cui dare forma alla “scelta politica” che ogni membro del clan è chiamato a fare a un certo punto del proprio percorso, ha specificato una dei capi a disposizione dell’iniziativa.

“È indispensabile che le scolte e i rover facciano esperienza di diversi tipi di servizio nel loro cammino, privilegiando strutture e ambienti dove sia possibile un rapporto diretto con le persone”, si legge nel Regolamento che definisce le linee guida del metodo educativo dell’Agesci. E proprio per dare attuazione a questo importante elemento della diversità e della varietà delle opzioni di servizio possibili, la Fiera dei Servizi ha visto la partecipazione di ben trentacinque associazioni e gruppi di volontariato cittadini.

 

 

A ciascuna di esse è stata data la possibilità di presentarsi e di dialogare con i ragazzi in una modalità, appunto, “fieristica”, con stand informativi nei quali i giovani e le giovani scout hanno potuto chiedere informazioni, curiosità e dettagli relativamente all’impegno richiesto dalle attività svolte dalle associazioni. È stato inoltre possibile, per tutti i partecipanti, lasciare su una bacheca dei bigliettini sui quali proporre eventuali tipologie di servizio non ancora presenti in città, ma di cui secondo loro ci sarebbe bisogno. Ma non è tutto.

All’evento sono stati invitati infatti anche i membri di altri gruppi ecclesiali, oltre a gruppi e associazioni provenienti da fuori Carpi. Il momento ha quindi rappresentato un’occasione per conoscersi e fare rete a benefi cio di tutti i ragazzi e le ragazze, anche esterni all’Agesci, che sentono il bisogno e la vocazione di impegnarsi in un servizio al prossimo sul piano sociale, ambientale e culturale.

Dalle associazioni più grandi e strutturate a quelle più piccole e informali, ovunque si sono potuti notare la ricchezza e il valore recati dalla testimonianza diretta di volontari di tutte le età, da sempre linfa vitale del corpo sociale carpigiano.

In un periodo in cui sfide al contempo locali e globali, come la pandemia e la guerra, rendono sempre più visibile il ruolo fondamentale che il servizio gratuito alla propria comunità svolge nella promozione del benessere e della pace, si riconferma l’attualità delle parole di Papa Francesco, lette all’inizio del pomeriggio: “Niente scorciatoie, sporcatevi le mani. Non dimenticatevi, da una crisi mai si esce uguali: usciamo meglio o peggio. Facciamo crescere ciò che è buono, cogliamo l’opportunità e mettiamoci tutti al servizio del bene comune. Voglia il Cielo che alla fine non ci siano più “gli altri,” ma che impariamo a maturare uno stile di vita in cui sappiamo dire “noi” (videomessaggio di Papa Francesco del 21/11/2020).

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