Speciale
Attualità, Chiesa
Pubblicato il Novembre 27, 2022

Speciale Ucraina. La lettera del Papa al popolo ucraino

S.B. Shevchuk, “grati al Santo Padre. Risponde al grido della popolazione stremata da una guerra ingiusta e insensata”

Vaticano, 23 novembre 2022: udienza generale di Papa Francesco in Piazza San Pietro – foto SIR/Marco Calvarese

 

Chiara Biagioni

“Siamo grati al Santo Padre per questa lettera, indirizzata al popolo ucraino, che risponde al grido della popolazione stremata da una guerra ingiusta e insensata”. Così S.B. Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, commenta la Lettera che Papa Francesco ha scritto al popolo ucraino a nove mesi dello scoppio della guerra. L’arcivescovo maggiore dei greco-cattolici ucraini ricorda l’incontro che ha avuto con il Santo Padre lo scorso 7 novembre durante il quale – dice – gli ha parlato “delle devastazioni che la guerra ha portato in Ucraina affidando alle sue preghiere l’impegno della Chiesa a favore della popolazione. Ho chiesto – fa sapere Shevchuk – anche un gesto di paterna sollecitudine che potesse rassicurare il popolo ucraino dell’amore e della vicinanza della Chiesa. Questa richiesta è stata accolta”. “Siamo grati che il Papa menzioni il dramma del popolo ucraino ‘martellato dalle bombe mentre piogge di missili provocano morte, distruzione e dolore, fame, sete e freddo’, un dramma spesso dimenticato e strozzato dalle logiche geopolitiche”. “La Chiesa greco-cattolica ucraina – assicura Shevchuk – continua a stare sul campo, vicino alle persone che soffrono, consapevole che la parola del Papa può recare sollievo, e sperando che le continue richieste del Papa per la cessazione della guerra ingiusta siano finalmente ascoltate. Questa lettera è un atto di sollecitudine paterna del Santo Padre senza precedenti, e per gli ucraini ha un significato molto importante. Mentre i più alti esponenti dello stato aggressore negano al popolo ucraino il diritto di esistere, la sua identità, la propria lingua e la Chiesa, il Papa si rivolge a questo popolo, ne riconosce la soggettività e ne ammirare la resistenza”. In un commento scritto diffuso oggi pomeriggio, S.B. Shevchuk sottolinea la coincidenza della lettera del Santo Padre con l’inizio dell’Avvento e facendo riferimento al fatto che la chiesa greco-cattolica ucraina segue il calendario gregoriano, osserva: “anche se festeggeremo il Natale in due date diverse, la Natività del Signore è sempre una festa di pace perché il Signore che viene al mondo è il Principe della Pace. Nella notte della sua natività a Betlemme sentiamo il сanto degli angeli: ‘Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà’. Crediamo sinceramente che presto l’Ucraina sentirà questa angelica buona novella”.

Da SIR – Agenzia d’informazione

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