La
In punta di spillo
Pubblicato il Settembre 19, 2023

La strampalata giustizia proposta da qualche giudice in nome della diversità culturale

In Punta di Spillo, una rubrica di Bruno Fasani

 

Tutto accade a Brescia, presso il locale tribunale, dove una giovane signora, originaria del Bangladesh, ha portato davanti al giudice il marito, accusandolo di averla ridotta in schiavitù e di averle usato violenza. Il Pubblico Ministero, che ha il compito di vigilare sulla corretta applicazione della legge, dopo aver ascoltato i pro e i contro, si pronuncia per l’assoluzione del colpevole con la seguente motivazione: «L’intolleranza alla convivenza è maturata nell’ambito di una differenza culturale già esistente, ma per lungo tempo tenuta sopita dalla signora, la quale aveva creduto di poter accettare l’impianto culturale della famiglia d’origine, per poi realizzare di non volersi conformare ai dettami socio-culturali e religiosi, provenienti dalla comunità bengalese e di volere altro per la sua vita».

Tradotto: finché la signora viveva in Bangladesh non era certo contenta del ménage familiare, ma doveva rassegnarsi, perché da quelle parti le cose funzionano in un certo modo e per le donne è così, volenti o nolenti. Una volta arrivata in Italia, ha capito che qui la musica è diversa e si è decisa a denunciare. Solo che… Solo che il marito, con la testa, ha continuato ad essere in Bangladesh. E allora perché punirlo se gli viene da ragionare e comportarsi come gli hanno sempre insegnato e ha visto fare, ha pensato il giudice? Contro la richiesta del Pm hanno preso le distanze sia la Procura bresciana, sia il Ministro della Giustizia, che ha disposto un’ispezione. Via da me l’intenzione di mettere in croce il magistrato, certamente in buona fede. Saranno altri giudici a decidere, anche se questo episodio non può essere lasciato cadere. I sociologi e quanti si interessano di immigrazione oggi sono sostanzialmente divisi in due filoni. Da una parte quelli che sostengono l’integrazione dei nuovi arrivati come fatto irrinunciabile. Per integrazione si intende che, pur rispettando la loro originalità, gli stranieri che arrivano in Italia devono imparare la nostra lingua, frequentare le nostre scuole se in età scolare, riconoscere e fare propri i principi della Costituzione italiana e accettare le regole della convivenza, rispettandone le leggi.

A fronte di questa lettura, c’è un’altra corrente, favorevole invece al multiculturalismo, ossia al fatto che chi viene qui da noi dovrebbe avere il diritto a mantenere e ad ispirarsi alle proprie tradizioni culturali e sociali. Posizione buonista, ma assolutamente rischiosa. Ne sanno qualcosa in Inghilterra, dove sono sorti più di trenta Tribunali, detti della Sharia, dove, in barba alle leggi britanniche, i processi vengono fatti nelle moschee, ispirandosi alle leggi del Corano, con buona pace delle donne e dei loro diritti negati. Il pericolo è quello, e Brescia ne è un significativo segnale, di mettere in piedi una specie di logica giuridica tribale. Tante tribù dove la legge diventa elastica in base alla cultura di provenienza. Ragionando per paradosso, ma non troppo, perché allora dovremmo condannare la tradizione delle spose bambine, se in giro si fa così? O la poligamia? E perché dare l’ergastolo al padre e ai parenti di Saman, la ragazza ammazzata perché non voleva andare sposa al maturo parente? E cosa vederci di male se si continuano a infibulare le bambine perché dalle loro parti è un fatto di costume?

Ricordando Stefano Zanoli ad un anno dalla morte
Sabato 3 gennaio, alle 18, presso la parrocchia di Quartirolo, ad un anno dalla morte di Stefano Zanoli, si terrà l’incontro “Scienza e Fede: un incontro possibile?” condotto da don Matteo Galaverni, sacerdote e astrofisico della Specola Vaticana. Domenica 4 gennaio, intitolazione del salone nuovo alla memoria di Zanoli
di Giacomo Sforzi 
Pubblicato il 31 Dicembre, 2025
Sabato 3 gennaio, alle 18, presso la parrocchia di Quartirolo, ad un anno dalla morte di Stefano Zanoli, si terrà l’incontro “Scienza e Fede: un incon...
2ª Marcia della Pace a Modena il 1° gennaio
Giovedì 1° gennaio, a Modena, si terrà la 2ª Marcia per la Pace a cui aderiscono numerose associazioni di volontariato e realtà sociali ed ecclesiali. Collabora il Servizio interdiocesano di pastorale sociale e del lavoro, custodia del creato, giustizia e pace di Modena-Nonantola e di Carpi. E’ previsto l’intervento del vescovo Castellucci
di redazione@notiziecarpi.it 
Pubblicato il 30 Dicembre, 2025
Giovedì 1° gennaio, a Modena, si terrà la 2ª Marcia per la Pace a cui aderiscono numerose associazioni di volontariato e realtà sociali ed ecclesiali....
Appuntamenti nella solennità dell’Epifania
La solennità dell’Epifania sarà celebrata nelle parrocchie della Diocesi di Carpi con varie iniziative, fra cui presepi viventi e arrivo dei Re Magi
di redazione@notiziecarpi.it 
Pubblicato il 30 Dicembre, 2025
La solennità dell’Epifania sarà celebrata nelle parrocchie della Diocesi di Carpi con varie iniziative, fra cui presepi viventi e arrivo dei Re Magi...
Giornata della pace, celebrazione interdiocesana a Carpi
Per la Giornata della pace 2026 celebrazione eucaristica interdiocesana presieduta dal vescovo Erio Castellucci giovedì 1° gennaio, alle 18, in Cattedrale a Carpi
di redazione@notiziecarpi.it 
Pubblicato il 30 Dicembre, 2025
Per la Giornata della pace 2026 celebrazione eucaristica interdiocesana presieduta dal vescovo Erio Castellucci giovedì 1° gennaio, alle 18, in Catted...