32° Strage via D’Amelio: Mattarella, oggi “giorno di memoria e di impegno”
Attualità

Pubblicato il

19 Luglio 2024

32° Strage via D’Amelio: Mattarella, oggi “giorno di memoria e di impegno”

Venerdì 19 luglio, ricorre il 32° anniversario della Strage di via D’Amelio, in cui furono assassinati il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta. Il presidente Mattarella: “Il bisogno di verità è insopprimibile in una democrazia e dare ad esso una risposta positiva resta un dovere irrinunciabile”

Paolo Borsellino

 

“L’anniversario della morte di Paolo Borsellino, e con lui di Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, è un giorno di memoria e di impegno per la Repubblica”. Lo dichiara il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del trentaduesimo anniversario della Strage di via D’Amelio.

“La tremenda strage di via D’Amelio, 57 giorni dopo l’attentato di Capaci, ha costituito l’apice della strategia terroristica condotta dalla mafia. Con atti spietati di guerra, si voleva piegare lo Stato e sottomettere la società”, osserva il Capo dello Stato, sottolineando che “le Istituzioni e i cittadini lo hanno impedito. Gli assassini a capo dell’organizzazione criminale sono stati assicurati alla giustizia, il sacrificio di chi ha difeso la legalità e la libertà è divenuto simbolo di probità e di riscatto. Ora il testimone è nelle mani di ciascuno di noi”.

In questa giornata, prosegue Mattarella, “il primo pensiero è rivolto ai familiari dei caduti, al loro infinito dolore, alla dignità con cui, a fronte della disumana violenza mafiosa, hanno saputo trasmettere il senso del bene comune e hanno sostenuto la ricerca di una piena verità sulle circostanze e i mandanti dell’attentato”. “Questa ricerca è stata ostacolata da depistaggi”, denuncia il presidente: “Il cammino della giustizia ha subito tempi lunghi e questo rappresenta una ferita per la comunità. Il bisogno di verità è insopprimibile in una democrazia e dare ad esso una risposta positiva resta un dovere irrinunciabile”. “Paolo Borsellino, e con lui Giovanni Falcone, hanno inferto con il loro lavoro colpi decisivi alla mafia. Ne hanno disvelato trame e dimostrato debolezze, lasciando un’eredità preziosa, non soltanto per indagini e processi. Hanno insegnato che la mafia si batte anche nella scuola, nella cultura, nella coerenza dei comportamenti, nel rigore delle Istituzioni, nella vita sociale”, il tributo del Capo dello Stato: “Questi insegnamenti continuano a segnare il dovere della Repubblica”.

FONTE: SIR

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