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Pubblicato il Agosto 26, 2025

Continua la tradizione della Sagra del Crocifisso a San Possidonio

La processione ha radici che affondano nel 1806, un anno cruciale per la storia di San Possidonio e dell’intera Europa, segnato dal passaggio dalla dominazione napoleonica alla nuova organizzazione delle terre italiane.

La processione storica del Crocifisso di San Possidonio riveste un’importanza profonda non solo dal punto di vista religioso, ma anche culturale e sociale per la comunità locale. Celebrata ogni anno la quarta domenica di agosto, essa non solo ricorda un avvenimento storico significativo, ma funge anche da momento di coesione comunitaria, rafforzando il legame tra i cittadini e la loro tradizione.

Un Legame con la Storia

La processione ha radici che affondano nel 1806, un anno cruciale per la storia di San Possidonio e dell’intera Europa, segnato dal passaggio dalla dominazione napoleonica alla nuova organizzazione delle terre italiane. La salvezza del Crocifisso dalla sottrazione delle opere d’arte da parte di Napoleone Bonaparte è simbolica di un attaccamento alle tradizioni e ai valori religiosi, nonostante le turbolenze politiche dell’epoca.

Il fatto che il marchese Pietro Tacoli sia riuscito a far tornare il crocefisso nella sua chiesa parrocchiale evidenzia la resistenza delle comunità locali nel preservare la propria identità culturale e spirituale, nonostante le forze esterne che minacciavano di cancellarla.

Un Momento di Fede e Devozione

Dal punto di vista religioso, la processione è un atto di venerazione e di riconoscimento del valore spirituale del Crocifisso. L’immagine del Crocifisso, ritenuto miracoloso, è diventata per i fedeli un simbolo di protezione e speranza. La processione annuale è quindi una celebrazione della fede collettiva, un momento in cui la comunità si ritrova unita nella preghiera, nella riflessione e nell’offerta di devozione al Cristo. La processione, presieduta dal parroco don François Tsiarosoa  ha visto visto la partecipazione  della Sindaca di San Possidonio Veronica Morselli, del Battaglione Estense e della filarmonica G. Diazzi.

Un Legame con il Territorio

La processione, partendo dalla casa di Domenico Venturini e attraversando il paese, è anche un’occasione per i cittadini di vivere in modo corale il proprio territorio. Il tragitto, che unisce luoghi simbolici della comunità, è un modo per rafforzare il senso di appartenenza a una storia con

divisa. Inoltre, il fatto che ogni anno venga rinnovata la memoria storica di quell’evento straordinario rende la processione una sorta di “rito di passaggio” che consente a ciascun partecipante di rivivere l’importanza di quel gesto di salvezza e di protezione.

Memoria del Terribile Terremoto del 2012

Un aspetto che ha accentuato ulteriormente il significato della processione è la distruzione della statua del Cristo durante il terremoto del 2012. La salvezza della croce in legno e la realizzazione di una copia in cartapesta del Cristo sono diventati un segno di resilienza.

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