Presentata
Attualità, Carpi, Territorio
Pubblicato il Settembre 16, 2025

Presentata in anteprima al Museo Diocesano la mostra “La Bibbia. Libro assente e ritrovato”

L'esposizione rientra nel festivalfilosofia e si articola su tre sedi: Museo Diocesano, Musei di Palazzo dei Pio e Biblioteca Loria

da sinistra Laura Trentini, Brunetto Salvarani, Daniele Mantovani, monsignor Gildo Manicardi, Mario Arturo Ascari, Giuliano Albarani, Simone Ghelfi e Manuela Rossi

 

È stata presentata questa mattina in anteprima, presso il Museo Diocesano a Carpi, la mostra “La Bibbia. Libro assente e ritrovato. Percorsi all’incrocio tra spiritualità e culture”. L’esposizione rientra nel programma del festivalfilosofia 2025, e sarà visitabile a partire da venerdì 19 settembre: la mostra è nata dalla collaborazione tra Diocesi e Comune di Carpi – con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi – e in quanto tale si pone come “diffusa”. Sono infatti tre le sedi interessate, in contemporanea: il Museo Diocesano di arte sacra – Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola, i Musei di Palazzo dei Pio e la Biblioteca Loria. Al Museo Diocesano sono presenti 80 opere che integrano il percorso permanente, mentre la Biblioteca Loria e i Musei di Palazzo dei Pio presentano parte del proprio patrimonio che ha una coerenza iconografica e letteraria con il tema della mostra.

Le tre sedi espositive:

Nello specifico, al Museo Diocesano ci sono dipinti, libri antichi e recenti, compresi quelli per l’infanzia, sculture (tra cui due pregevoli opere di Romano Pelloni), vignette, fumetti, materiali audiovisivi, locandine di celebri film – varie declinazioni sul tema “Bibbia” – il tutto accompagnato da pannelli espositivi che fanno da filo conduttore. Nei Musei di Palazzo dei Pio, oltre alle opere di artisti quali Ugo da Carpi, il Catena, Loschi, Calvaert, Scarsellino, che proprio dai racconti biblici hanno trovato la loro diretta ispirazione, un percorso specifico è riservato all’opera di Remo Wolf (Trento, 1912 – 2009), uno dei maggiori incisori italiani del Novecento. La Biblioteca Loria, invece, prevede un percorso espositivo dedicato a Gustave Doré, uno degli illustratori più prolifici dell’Ottocento, che ha definito un’iconografia biblica alla quale si sono ispirati altri linguaggi artistici e del quale sono presenti due Bibbie. In parallelismo, le tavole di Doré in mostra dialogano con le immagini di una selezione di Bibbie del Settecento, appartenenti al fondo antico della Biblioteca Loria.

Dichiarazioni dei promotori:

“Da un lato c’è il ‘grande codice’ della cultura occidentale – afferma monsignor Ermenegildo Manicardi, vicario della Diocesi di Carpi e biblista – nelle sue varie reinterpretazioni in chiave artistica, letteraria, cinematografica, fumettistica. Dall’altro la ‘Sacra scrittura’ che, nei decenni successivi al Concilio Vaticano II, si è cercato di tradurre efficacemente affinché fosse sempre più letta, studiata e ascoltata, quale lingua della liturgia. Ed è proprio nella liturgia che ogni domenica e nelle celebrazioni i fedeli incontrano la Bibbia”. Un altro elemento sottolineato da monsignor Manicardi è il legame con il territorio: “Abbiamo voluto sviluppare la mostra evidenziando l’importanza della Bibbia a livello locale, sia per il patrimonio storico e artistico che ci è stato tramandato, sia per la tradizione carpigiana dello studio della Bibbia. Si pensi alla Scuola di formazione teologica, a servizio della quale è nato il Cib (Centro di informazione biblica) che ha dato vita a conferenze con interventi di illustri biblisti italiani e ad una collana di pubblicazioni (alcune presenti alla mostra)”. “Da anni mi capita di riflettere – afferma il teologo Brunetto Salvarani – sulle conseguenze che l’analfabetismo biblico, il fatto di non conoscere la Bibbia, produce in una società. La Bibbia, infatti, non è solo un libro sacro, il libro della liturgia e dell’identità cristiana più profonda, ma è anche il codice che ci permette di capire la cultura nella quale siamo immersi, ci permette di capire tanti aspetti, basti pensare ai modi di dire, alla cultura diffusa, all’arte in generale, alla filosofia, alla musica. L’analfabetismo biblico, in altre parole, non ci aiuta a stare dentro il nostro territorio, la nostra storia, geografia, e cultura”. Ciò che la mostra si propone, innanzitutto, è di favorire, in qualche modo, un avvicinamento alla Bibbia, cioè che “qualcuno dei visitatori – sottolinea il professor Salvarani – guardando un riferimento cinematografico, come il ‘Vangelo secondo Matteo’ di Pasolini, ascoltando brani de ‘La buona novella’ di De André, cose che si potranno fare in mostra, tornando a casa, prenda in mano la Bibbia, o la ‘rispolveri’, se per caso è un po’ di tempo che non la tocca, e si metta a leggerla”. Accanto a questo, prosegue Salvarani, “auspico che la mostra favorisca la discussione e la riflessione su quanto la Bibbia sia stata importante nella cultura europea, nella cultura occidentale, come abbiamo accennato poc’anzi, e quanto paghiamo oggi a causa dell’analfabetismo biblico. Quanto ci manchi questa conoscenza per capire dove siamo, da dove veniamo e dove siamo diretti”. Giuliano Albarani, assessore alla Cultura, spiega che “la mostra vede la luce dopo un lungo percorso progettuale, scrupoloso e scientificamente inappuntabile, che ha visto la convergenza di competenze culturali e volontà istituzionali accomunate da un’idea forte e precisa: la Bibbia è un grande codice che mette insieme cultura alta e cultura bassa, civiltà della scrittura e civiltà dell’immagine, patrimonio locale e beni culturali universali. Sotto questo profilo, l’inaugurazione all’altezza del festivalfilosofia dedicato al tema ‘Paideia’ è una perfetta quadratura del cerchio, perché ci rammenta quanto le forme culturali bibliche siano risultate decisive, nella storia, per la trasmissione del sapere, l’educazione e la formazione anche al di fuori di ambiti religiosi e confessionali”. Infine, Manuela Rossi, direttrice dei Musei Civici di Carpi, sottolinea come “la mostra sulla Bibbia si pone per i Musei di Palazzo dei Pio in un filone di nuove proposte che sono finalizzate a valorizzare e far conoscere il patrimonio antico esposto, nel Palazzo dei Pio ma non solo. Con una toccata sul Novecento, si colloca in un percorso diffuso che valorizza la città e i suoi monumenti più importanti. Inoltre, essa si pone come un’occasione preziosa per riflettere sulla trasversalità della cultura: una mostra su più sedi, che fa dialogare patrimoni afferenti a istituzioni diverse, per ricordarci che l’arte e il suo messaggio sono parte di una memoria condivisa”. Tra i presenti all’anteprima anche il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, Mario Arturo Ascari che ha ribadito la vicinanza dell’Ente al territorio, Andrea Betrami, direttore del Museo Diocesano, Simone Ghelfi, che ha curato la segreteria della mostra, e Laura Trentini e Daniele Mantovani, grafici di “Justnow!” di Mirandola.

Presso il Museo Diocesano è possibile acquistare il libro “La Bibbia. Libro assente e ritrovato. Percorsi all’incrocio tra spiritualità e culture”, a cura di Ermenegildo Manicardi e Brunetto Salvarani, con la prefazione del cardinal Gianfranco Ravasi

 

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