Avvento
Chiesa
Pubblicato il Novembre 29, 2025

Avvento – Segni e sogni di speranza

Con il tempo dell’Avvento inizia il nuovo anno liturgico. Il calendario si infittisce e tutto converge verso le feste natalizie

di Don Massimo Dotti

Con il tempo dell’Avvento inizia il nuovo anno liturgico. Il calendario si infittisce e tutto converge verso le feste natalizie: il mistero dell’incarnazione che ci prepariamo a celebrare sembra essere uno snodo ineludibile per il percorso dei nostri gruppi, ma anche per la vita di ciascuno e delle nostre famiglie. Per la comunità cittadina e diocesana la prima settimana del cammino d’avvento si apre con l’inaugurazione di Casa Mamma Teresa, che, finalmente, inizierà ad accogliere mamme e bimbi: possa essere un segno davvero “giubilare”, un segno gioioso della sorprendente capacità di Dio di fare sbocciare nuovi virgulti su radici antiche. Questa nuova Casa è un’opera che rende ancora feconda la santità di chi ci ha preceduto, da Mamma Nina a Mamma Teresa, che hanno aperto il cuore ai sogni di Dio e alle necessità dei più piccoli. Mentre tutto attorno a noi richiama al Natale, le tante manifestazioni ci suggeriscono che occorre scegliere di prepararsi con verità e autenticità alla venuta del Signore, sfidando un’esteriorità banalizzante.

Inizieremo ad ascoltare il Vangelo di Matteo, dove il racconto della nascita di Gesù si arricchisce di dettagli che la tradizione popolare ha recepito nella loro forza simbolica, fino a farli diventare una provocazione per noi. Giuseppe emerge accanto a Maria come figura che sa “sognare i sogni di Dio” e ci interpella: quali sono i nostri sogni? Come si misurano con la chiamata di Dio? Ci sentiamo inseriti in un progetto luminoso nel quale il Regno di Dio, per realizzarsi nella nostra storia, necessita anche della nostra parte, giocata nella ferialità e nella fedeltà? Anche i Magi, come Giuseppe, ci invitano a metterci in cammino da pellegrini di speranza e come tali chiuderemo il Giubileo il 28 dicembre, proiettati verso quella “gioia grandissima” di chi sa sorprendersi nel riconoscere il Figlio farsi carne, farsi vita, farsi storia. Siamo raggiunti dall’Amore di Dio che pone la sua tenda in mezzo a noi.

Soprattutto il Vangelo di Matteo, ascoltato nel tempo di Avvento e in quello di Natale, afferma l’adempimento delle Promesse antiche: le aspettative di tutte le generazioni alle quali i profeti avevano saputo dar voce, finalmente si realizzano. Fa bene anche a noi riconoscere la Fedeltà di Dio, affidabile nelle sue Promesse, che non ci lasciano delusi ma in modo inedito e sorprendente si realizzano per noi. Il racconto di Matteo nel tempo di Avvento ci permette di orientarci verso la fine dei tempi: il fine della storia, l’orizzonte ultimo dell’esistenza. Non si tratta di un enigma inquietante ma camminiamo verso un Giudizio di amore e di misericordia: sarà proprio l’aver riconosciuto il Figlio di Dio nei piccoli e nei poveri, negli affamati e negli svantaggiati, che ci farà entrare nella gioia piena del Signore. Anche su questo ci sollecita il Natale: allenarci con uno stile sobrio per avere qualcosa da condividere con chi ha meno di noi. Una sensibilità che non si improvvisa ma che nelle quattro settimane di Avvento può essere collaudata in piccole scelte che, magari, matureranno un nuovo stile di vita.

Il mistero che contempliamo nel presepe allora non ci sarà estraneo ma sarà lo specchio di quello che cerchiamo di praticare e di quel dinamismo rivoluzionario di amore e condivisione al quale vogliamo educare le nuove generazioni. A cominciare dai più piccoli, accompagnandoli giorno dopo giorno in un cammino di preparazione al Natale intessuto di preghiera quotidiana e di impegno per realizzare con cura e con il cuore, nelle proprie case, il tradizionale presepe. Buon Avvento da convinti Pellegrini di Speranza!

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