Sessant’anni di guidismo a Carpi
Lo scorso 29 novembre, presso la parrocchia di San Bernardino Realino, è stata celebrata la Messa per i 60 anni di presenza del guidismo, lo scautismo femminile, a Carpi. Presenti le guide che formarono nel 1965 la prima squadriglia, gli Scoiattoli
Lo scorso 29 novembre, in San Bernardino Realino, è stata celebrata la Messa per ricordare i sessant’anni di presenza del guidismo, lo scautismo femminile, a Carpi. A presiedere la liturgia don Anand Nikhartil, assistente ecclesiastico dell’Agesci Zona di Carpi, alla presenza delle guide che diedero vita alla squadriglia Scoiattoli dell’Agi, l’Associazione guide italiane poi confluita dell’Agesci.
Maria Grazia Lugli, prima capo squadriglia, ha ricordato come in quegli anni l’entusiasmo per l’iniziativa fosse sempre maggiore e raccogliesse sempre più ragazze interessate a far parte dello scautismo femminile. Il sostegno di don Sergio Galli, che si rese disponibile a seguirle come assistente, e la disponibilità di Flavia Davoli ed Enrica Benetti a fare loro da capo permise di arrivare al giorno della promessa, il 25 aprile 1965, e a stabilire la propria sede nel campanile di San Bernardino Realino. Dal seme piantato dall’esperienze pionieristica della squadriglia Scoiattoli ad oggi, il guidismo ha formato decine di giovani donne carpigiane, che si sono impegnate e si impegnano nei più diversi ambiti della società.
Al termine della Messa, abbiamo avuto l’opportunità di parlare con alcune delle protagoniste di questa storia, ascoltando le loro esperienze, i successi e le sfide che hanno segnato sei decenni al servizio della comunità. Il legame con l’associazione è cresciuto nel corso degli anni grazie a esperienze formative che vanno ben oltre le attività educative. Maria Grazia Lugli ricorda i primi anni come un’avventura da pionieri: “Per me è stato uno dei periodi più belli della mia vita. All’inizio, i campi erano duri, ma ricchi di insegnamenti. Le guide facevano cose come scolare la pasta sul prato e metterci anche il pomodoro che rimaneva sul terreno. Nonostante le difficoltà, è stata un’esperienza fondamentale, che ci ha insegnato a lavorare insieme, a crescere e a conoscere la montagna”.
Maria Grazia racconta anche dell’importante supporto di don Sergio Galli, che con grande lungimiranza permise la nascita di un gruppo che sarebbe diventato il nucleo fondante delle guide a Carpi.
Anche Flavia Davoli ricorda con affetto l’inizio di questa straordinaria avventura. “L’idea è nata da un seme gettato durante il periodo scolastico, grazie alla nostra insegnante di filosofia, ex guida di Reggio Emilia, che ci parlava di Baden-Powell e del movimento scout. Col passare degli anni, questo seme ha cominciato a germogliare, fino a che, dopo aver chiesto il permesso al Vescovo, siamo riuscite a fondare l’associazione”. I primi anni furono pieni di difficoltà pratiche, come la sede che inizialmente era il garage di una casa e la sala da pranzo di Flavia, ma l’entusiasmo e la determinazione di quelle prime guide non conoscevano ostacoli.
Enrica Benetti offre una riflessione profonda sul significato di questo anniversario. “Sessant’anni di guidismo significano tornare alle origini, al momento della promessa, e sento un grande bisogno di ringraziare Dio per averci messo su una strada che ci ha permesso di conoscerlo e di gustare anche la fraternità. È un cammino di gratuità, di dono reciproco, che ha dato un grande senso alla nostra vita” afferma. Il suo commento sottolinea come l’esperienza del guidismo sia un vero e proprio percorso di crescita personale e spirituale che ha arricchito la vita di tutte coloro che ne hanno fatto parte.
Con entusiasmo e con passione, le guide carpigiane, di ieri e di oggi, all’interno dell’Agesci guardano al futuro con lo stesso spirito pionieristico che ha caratterizzato gli inizi e con la volontà di trasmettere questa preziosa eredità alle nuove generazioni.
Daniele Losi




