Sessant’anni di Passione e Dedizione: L’AGI di Carpi Celebra i suoi primi 60 anni
Con grande entusiasmo e orgoglio, l'Associazione Guide Italiane di Carpi (AGI) ha celebrato il suo 60° anniversario, un traguardo che segna una lunga e illustre storia di attività.
Con grande entusiasmo e orgoglio, l’Associazione Guide Italiane di Carpi (AGI) ha celebrato il suo 60° anniversario, un traguardo che segna una lunga e illustre storia di attività.
Al termine della messa, celebrata dal parroco di San Bernardino Realino, don Anand Nikhartil, Assistente Ecclesiastico della Zona AGESCI di Carpi, abbiamo avuto l’opportunità di parlare con alcuni dei protagonisti di questa storia straordinaria, ascoltando le loro esperienze, i successi e le sfide che hanno segnato sei decenni di lavoro al servizio della comunità
Per molti membri dell’AGI, il legame con l’associazione è cresciuto nel corso degli anni grazie a esperienze formative che vanno ben oltre la semplice attività turistica. Maria Grazia, una delle storiche guide, ricorda i primi anni come un’avventura da pionieri: “Per me è stato uno dei giorni più belli della mia vita. All’inizio, i campi erano duri, ma ricchi di insegnamenti. Le guide facevano cose come scollare la pasta sul prato e metterci anche il pomodoro che rimaneva sul terreno. Nonostante le difficoltà, è stata un’esperienza fondamentale, che ci ha insegnato a lavorare insieme, a crescere e a conoscere la montagna.”
Maria Grazia racconta anche dell’importante supporto di don Galli, che con grande lungimiranza permise la nascita di un gruppo che sarebbe diventato il nucleo fondante delle guide, quando non esistevano ancora precedenti esperienze simili nella zona. Un passo coraggioso che ha segnato un inizio che, con il passare degli anni, ha avuto un impatto duraturo sul territorio.
Anche Flavia, un’altra protagonista, ricorda con affetto l’inizio di questa straordinaria avventura. “L’idea è nata da un seme gettato durante il periodo scolastico, grazie alla nostra insegnante di filosofia, ex guida di Reggio Emilia, che ci parlava di Baden-Powell e del movimento scout,” racconta. “Col passare degli anni, questo seme ha cominciato a germogliare, fino a che, dopo aver chiesto il permesso al vescovo, siamo riuscite a fondare l’associazione.” I primi anni furono pieni di difficoltà pratiche, come la sede che inizialmente era il garage di una casa e la sala da pranzo di Flavia, ma l’entusiasmo e la determinazione di quelle prime guide non conoscevano ostacoli.
Enrica, un’altra figura di riferimento, offre una riflessione profonda sul significato di questi sessant’anni. “Sessanta anni di AGI significano tornare alle origini, al momento della promessa, e sento un grande bisogno di ringraziare Dio per averci messo su una strada che ci ha permesso di conoscerlo e di gustare anche la fraternità. È un cammino di gratuità, di dono reciproco, che ha dato un grande senso alla nostra vita,” afferma. Il suo commento sottolinea come l’esperienza delle guide non sia solo un lavoro, ma un vero e proprio percorso di crescita personale e spirituale che ha arricchito la vita di tutte coloro che ne hanno fatto parte.
Un Anniversario da Celebrare e Guardare al Futuro
Il sessantesimo anniversario dell’AGI di Carpi non è solo un’occasione di celebrazione, ma anche un’opportunità per riflettere sulla lunga e proficua storia dell’associazione. Un traguardo che testimonia l’importanza di mantenere vive le tradizioni culturali e di trasmetterle alle future generazioni.
Con passione e innovazione, l’AGI di Carpi si prepara a guardare al futuro con lo stesso spirito pionieristico che ha caratterizzato i suoi inizi
Daniele Losi




