La paura dilaga dopo la strage di Crans-Montana. Ghinelli, responsabile Fns Cisl, vigile del fuoco: “Prescrizioni essenziali”
La sicurezza ha un costo ma salva le vite
di Maria Silvia Cabri
La strage di Crans-Montana, in Svizzera, la notte di Capodanno, con l’incendio nel locale Le Constellation, che ha cagionato la morte di 40 persone e il ferimento di 116, soprattutto giovanissimi, ha segnato un “prima” e un “dopo”. Un “dopo” fatto di interrogativi, di domande, e di tante paure. “Dal giorno successivo alla tragedia, tantissimi genitori di figli adolescenti, della stessa età di quelli drammaticamente morti, ci hanno iniziato a telefonare per chiederci una cosa sola: ‘Le discoteche che ci sono qui e che frequentano i nostri ragazzi sono sicure?’”. Questa frase di Paolo Ghinelli, sassolese, responsabile della Fns Cisl, 40 anni di servizio nei Vigili del Fuoco, 34 dei quali come professionista nei comandi di Modena, Reggio, Parma e Bologna, attualmente membro del nucleo investigativo e docente regionale per la formazione dei Vigili del Fuoco sulla prevenzione e sicurezza, bene esprime il “dopo” la strage di Crans-Montana.




