Memoria, Gianfelice Facchetti porta in Teatro la storia di Arpad Weisz
La storia dell’allenatore Arpad Weisz, morto ad Auschwitz: “Un monito a non abbassare la guardia”. Appuntamento è per lunedì 26 gennaio alle 20.45
di Maria Silvia Cabri
Slogan nostalgici, cori insulsi, Anna Frank usata come “bollino” per marchiare e insultare i tifosi avversari. Il racconto che Gianfelice Facchetti, attore, scrittore e regista teatrale, porta in scena a Carpi, in occasione del Giorno della Memoria, parte da episodi di cronaca, per parlare di come razzismo e antisemitismo riescano a volte a trovare spazio negli stadi italiani e non solo. In questo scenario, la storia di Arpad Weisz, allenatore ebreo di Inter e Bologna a cavallo tra gli anni Venti e Trenta, deportato e ucciso ad Auschwitz, diventa un monito a non abbassare la guardia e al tempo stesso una testimonianza lucida e appassionata contro l’indifferenza, il pericolo più grande da cui difenderci. L’appuntamento è per lunedì 26 gennaio alle 20.45, al Teatro comunale di Carpi, con “Arpad Weisz. Se il razzismo entra in campo”, monologo di e con Gianfelice Facchetti, promosso dalla Fondazione Fossoli, con il sostegno del MiC – Ministero della Cultura, Direzione generale Biblioteche e Istituti Culturali. Il 28 gennaio, alle 11, è prevista la replica per le scuole.




