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Chiesa
Pubblicato il Gennaio 24, 2026

Uniti nel Dono, con la fede si può costruire

Padre Celestin Ngalamulume parla del cammino pastorale delle parrocchie di San Nicolò e di San Francesco e della presenza dei Servi dei Poveri

di Pietro Paulo Spigato

Sono passati poco più di un anno dalla riapertura del tempio monumentale di San Nicolò a Carpi e due anni dall’ingresso di padre Celestin Mbuama Ngalamulume come parroco. Un periodo in cui ha iniziato a guidare il percorso pastorale condiviso delle parrocchie di San Francesco e San Nicolò. Padre Celestin offre una lettura del cammino compiuto finora e parla delle prospettive future delle due parrocchie unite, tra vita comunitaria, collaborazione pastorale e attenzione alle nuove sfide che attendono la Chiesa a Carpi.

Padre Celestin, dalla riapertura della chiesa di San Nicolò che bilancio si sente di fare sul tempo finora trascorso? Che ruolo è tornato ad assumere questo luogo per la comunità carpigiana?

Vedere le porte di San Nicolò di nuovo aperte dopo dodici anni di ferite inferte dal sisma è stata una grande gioia. È stato un passo molto importante non solo per i parrocchiani, ma anche per tutta la città di Carpi. Oggi la chiesa è tornata a essere un punto di riferimento architettonico e di spiritualità, un luogo di meditazione, preghiera e celebrazioni dei sacramenti. Questo è il segno tangibile che dopo ogni “terremoto della vita”, con la fede e l’impegno si può ricostruire. A livello strutturale la strada da fare è ancora tanta: di fatto i lavori non sono ancora completamente finiti e manca il riscaldamento, però siamo fiduciosi che possano essere ultimati al più presto. Ringraziamo le autorità della Regione e del comune di Carpi per tutto quello che hanno fatto finora.

Lei e la comunità dei Padri Missionari Servi dei Poveri abitate ora nel convento restaurato. Come state vivendo questa nuova sistemazione e che tipo di rapporto si è creato con i fedeli delle parrocchie di San Francesco e San Nicolò?

Abitare oggi nell’ex convento francescano ci fa ricordare il legame importante che il nostro fondatore, Beato Giacomo Cusmano di Palermo, ha con la figura di San Francesco d’Assisi, a cui si è ispirato molto. Appartenere a questa comunità ci permette di essere vicini ai nostri parrocchiani come presenza viva alla sequela di Dio, sull’esempio proprio di San Francesco. Come Missionari Servi dei Poveri, il nostro sogno è che ogni cristiano si senta chiamato a servire Cristo nei fratelli più bisognosi: “… ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25, 45).

Le due parrocchie sono chiamate a camminare insieme e sempre più unite. Quali frutti sta già vedendo in termini di collaborazione, partecipazione e senso di comunità?

Tra i fedeli di San Francesco e San Nicolò si è creato uno splendido rapporto e legame di affetto. I frutti più belli di questo cammino congiunto sono la collaborazione e partecipazione unitaria ai momenti forti dell’anno liturgico, come Avvento, Natale, Quaresima e Pasqua. San Francesco e San Nicolò sono due comunità parrocchiali che per anni hanno avuto percorsi diversi, ora siamo noi il loro punto di unione e siamo pronti ad impegnarci con pazienza, ascolto e comprensione.

Guardando al futuro, quali sono le priorità pastorali che sente più urgenti per queste due realtà e che tipo di Chiesa sogna per Carpi nei prossimi anni?

La priorità più urgente è quella di ricominciare a piccoli passi e con umiltà. Sappiamo bene che oggi la presenza di bambini e ragazzi nella nostra parrocchia è numericamente esigua. Questa realtà ci interroga e non dobbiamo ignorarla. Per questo ogni bambino o giovane che varca la soglia di San Francesco e San Nicolò deve sentirsi atteso e prezioso. Il mio sogno per la comunità è che le nostre parrocchie tornino ad essere percepite dalle famiglie come luoghi familiari e sicuri, dove i figli possano crescere con valori solidi in un mondo spesso tropo frenetico. Perciò, dobbiamo investire anche nel rapporto con i genitori.

Invitiamo a visitare il sito internet www.unitineldono.it

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