Economia, occorre preservare la filiera
Il 2026 inizia con un “quadro incerto e confuso” Giardiello (Femca Cisl): “Servono maggiori sicurezze”
di Maria Silvia Cabri
“C’è una grande incertezza”. Con queste parole Roberto Giardiello, sindacalista della Femca Cisl, definisce in generale il clima che si respira nel distretto del tessile- abbigliamento di Carpi, ma anche nel campo della chimica, della plastica, della gomma. “Il 2025 è stato un anno complicato – prosegue Giardiello – con un andamento peggiore del 2024, che pure è stata un’annata scarsa. La situazione è peggiorata da ottobre scorso. Il 2026 inizia quindi con un quadro incerto e confuso. La situazione era annunciata e prevedibile, ma non per questo meno preoccupante”.
Pluralità di cause
All’origine della situazione attuale, “vi sono più cause che concorrono tra di loro. La crisi generale, che riguarda tutti i settori, le guerre, la precarietà dello scenario internazionale, il costo dell’energia, che è diminuito rispetto al passato ma resta ancora alto rispetto al pre Covid, i prezzi delle materie prime”.
Questione dazi
A tutto questo, si aggiungono i dazi: “La questione sicuramente non aiuta – afferma il sindacalista – così come le decisioni improvvise, una volta in un senso e l’altra nel senso opposto, del presidente degli Stati Uniti”.




