Scuola, diritto allo studio: tutelato o no?
Sul piano di dimensionamento è scontro tra Governo e Regione (commissariata). Le varie posizioni al riguardo
di Maria Silvia Cabri
È decisamente un tema “caldo” che fa discutere quello del dimensionamento scolastico. Sul punto è, infatti, scontro tra il Governo e le Regioni (Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Sardegna) che sono state commissariate per non avere adottato i piani di dimensionamento per il prossimo anno.
Cos’è il dimensionamento scolastico
Il dimensionamento rientra tra le riforme previste dal Pnrr con l’obiettivo di adeguare la rete scolastica alla popolazione studentesca. Comporta la riduzione di presidenze e segreterie e l’accorpamento, la fusione e la soppressione delle scuole a favore di istituti più grandi per ridurre le spese e razionalizzare le risorse. Lo scopo è quello di far fronte allo spopolamento scolastico. Si basa su un coefficiente nazionale fissato a 938 alunni medi per istituzione scolastica (l’Emilia-Romagna ha un rapporto medio di 994 alunni per istituzione, abbondantemente superiore alla media ministeriale), sul quale vengono stabilite le sedi autonome, ossia quelle che mantengono un dirigente scolastico. Dunque, il piano di dimensionamento riguarda la riorganizzazione amministrativa (dirigenti scolastici, direttori di servizi generali, assistenti amministrativi): sotto il limite dei 938 alunni, non possono esserci dirigenti o direttori amministrativi e l’istituzione, per il profilo dirigenziale e amministrativo, va accorpata con altre, unendo più scuole sotto la stessa amministrazione.




