Santi,
Chiesa
Pubblicato il Gennaio 27, 2026

Santi, testimoni eroici di vita cristiana

C’è anche padre Candido Barbieri: da Mirandola al Sud America e ritorno

di Andrea Beltrami

Continua, nel nuovo anno, la rubrica delle testimonianze di santità e di vita esemplare dei personaggi vicini a noi per territorio e devozione. Il martirologio francescano, da cui traiamo le seguenti notizie, ci parla del servo di Dio Claudio Brusati, sacerdote, che, abbracciato alla Croce di Cristo, lo seguì per tutta la vita, conducendo una esistenza in umiltà e ascetismo diventando un esempio per tutti. Altro personaggio celebre di gennaio è servo di Dio Teodoro Pio, vescovo di Monopoli, ricordato da Eustachio Cabassi per essere destinatario di una lettera riguardante la nomina di Antonio Solieri ad arciprete di Carpi. Ma il nostro è annoverato tra coloro che, per esempio di vita e di costumi, ha saputo incarnare l’esempio della sequela a Cristo e dell’umiltà francescana. Come vescovo lascia un ricordo di un governo esemplare e di una rettitudine ammirevole. Interessante è la figura della serva di Dio Margherita Vaccari di Mirandola che rifulse “per la macerazione del suo corpo e per l’audacia della sua vita”; muore nel 1825 in concetto di santità. Sempre di Mirandola è il Servo di Dio Pier Paolo Ciardi, esimio predicatore e dotato di profonda cultura umanistica e scientifica. Accanto al sommo sapere si distingue per una santità di vita e una personalità dedita alla cura dei poveri e all’ascolto dei bisognosi. Si spegne “santamente” nel 1872. Maggiori notizie abbiamo relative a padre Filippo Maria, al secolo Arcangelo Paltrinieri, nato a Carpi nel 1774.

Dopo l’ordinazione sacerdotale, nel 1796, passò in diversi conventi, tra i quali ricordiamo Sassuolo, Reggio, Finale e Novellara. Ritorna nella sua città natale a seguito delle soppressioni napoleoniche accolto dal fratello Carlo. Continua a vivere la propria vocazione religiosa servendo quanti gli si avvicinano, fino alla caduta di Napoleone. Da questo momento padre Filippo si adopera per ricongiungersi alla comunità cappuccina; raggiunge Parma e, dopo qualche anno di servizio, approda a San Donnino (Fidenza) e successivamente a Novellara dove si dedicò con eroismo alla cura degli infermi ricoverati negli ospedali. Di fronte a queste prove di carità verso i deboli gli venne affidato l’ospedale civile e militare di Reggio (1822). Qui fu tanto l’impegno con cui assolse i compiti assegnati che fu colpito da esaurimento per cui i superiori lo destinarono a Novellara. La morte lo raggiunge il 2 gennaio 1845 e il canonico Marzocchini scrive di lui: “dinanzi a questo esemplare di vita religiosa, non è da meravigliarsi se alla sua morte si affollò molta gente a vederlo e il concorso durò tutto il tempo dei funerali sino alla tumulazione”.

L’ultimo personaggio che prendiamo in considerazione è padre Candido Barbieri, ordinato sacerdote a Mirandola nel 1823 e dedito alla predicazione fin dai primi giorni del sacerdozio. Le feste mirandolesi celebrate con solennità in occasione della proclamazione del dogma dell’Immacolata trovarono in padre Candido un valido promotore. Nel 1855, imperversando il colera, si adoperò assieme ai confratelli per l’assistenza agli infermi e per il mantenimento dell’officiatura nella chiesa di San Francesco in Mirandola. L’anno successivo partiva come missionario per Montevideo, passando poi in Argentina, dove fu parroco, in Brasile come economo spirituale e a san Francisco. Quando la salute non gli permise di continuare il ministero all’estero, Padre Candido fece ritorno a Mirandola dove fu nominato guardiano del convento. Nel 1885 fu destinato al convento di San Cataldo in Modena dove impiegò ancora tutto il suo zelo, nella predicazione e nell’esempio, nel diffondere il messaggio evangelico e l’aiuto pratico. Dopo una breve malattia, si spegne a Modena il 9 gennaio 1907 circondato dalla cura dei confratelli e dalle persone a lui affezionate.

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