Porta Aperta Carpi, nuovo consiglio direttivo
Porta Aperta Carpi ha un nuovo consiglio direttivo presieduto da Gilberto Allesina. La segretaria e tesoriera Luana Ganzerli illustra le linee programmatiche per il triennio
di Pietro Paulo Spigato
Da sinistra Mauro Roncaglia, Gilberto Allesina, Luana Ganzerli
Anno nuovo, vita nuova. Almeno così per Porta Aperta di Carpi che apre il 2026 con la presentazione di un Consiglio Direttivo completamente rinnovato. Dopo il passaggio dall’assemblea dei soci ad assumere la carica di presidente è Gilberto Allesina, il quale sarà coadiuvato dal vicepresidente Mauro Roncaglia e da Luana Ganzerli, tesoriera e segretaria dell’associazione. Da anni Porta Aperta offre un aiuto concreto a tutte le persone in difficoltà che si rivolgono al centro d’ascolto, attivando percorsi di orientamento sui servizi territoriali, supportandole emotivamente e materialmente, anche grazie alla possibilità di progetti personalizzati di sostegno, in collaborazione con i Servizi Sociali Territoriali, le Caritas parrocchiali e le realtà del terzo settore. Il nuovo Consiglio Direttivo, composto interamente da volontari ed espressione dei soci, resterà in carica per tre anni e avrà anche l’onore di tagliare il traguardo dei 40 anni di presenza di Porta Aperta nel giugno del 2028. Con Luana Ganzerli condividiamo le prime riflessioni sugli impegni che attendono il nuovo Direttivo, per approfondire le linee programmatiche e riscoprire il significato profondo dell’operato di Porta Aperta.
Ganzerli, innanzitutto complimenti a lei e a tutto il Direttivo per la nomina. Da quanto si è potuto apprendere il passaggio assembleare ha dovuto affrontare un confronto tra visioni e prospettive diverse sul futuro di Porta Aperta.
La dinamica è stata abbastanza semplice: il Consiglio precedente ha proposto un progetto (fusione con Porta Aperta Modena, ndr) che la maggioranza dei soci ha bocciato. Di conseguenza le dimissioni sono state inevitabili e c’è stata la necessità di convocare nuovamente l’Assemblea per eleggere il nuovo Consiglio. Come in molte realtà associative e aziendali, se il progetto di un direttivo non viene approvato è normale che possano seguire le dimissioni. Per quanto riguarda invece il valore aggiunto che porteremo, possiamo dire che non dobbiamo essere noi a stabilirlo. Ci siamo appena insediati e la sfida che ci si pone davanti si presenta nuova e complessa. Come prima cosa stiamo decidendo con oculatezza i compiti e le mansioni di ognuno. Abbiamo tanti obbiettivi ed ancora più idee, il tempo ci dirà se avremo lavorato bene.
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