Croce Blu di Carpi: i giovani Daniel Artioli ed Eleonora Ammeli raccontano la loro esperienza
Modena Capitale Italiana del Volontariato 2026: nel servizio si cresce
di Pietro Paulo Spigato
C’èc hi scopre la propria strada quasi per caso e chi, invece, la sente scorrere nelle vene fin da piccolo. Ma quando si parla di volontariato, spesso il punto d’arrivo è lo stesso: la consapevolezza che aiutare gli altri non è solo un gesto, ma un modo di stare al mondo. È ciò che emerge dalle storie di Daniel Artioli ed Eleonora Ammeli, due giovani uniti dall’esperienza alla Croce Blu di Carpi – presieduta da Giannina Panini – e da una motivazione comune che va oltre l’età, il ruolo e il percorso personale. Daniel, ventiduenne entrato tre anni fa tramite il servizio civile e oggi dipendente, ed Eleonora, 17 anni e ancora studentessa al liceo, raccontano cosa significa scegliere di dedicare tempo ed energie agli altri.
Come è iniziato il tuo percorso alla Croce Blu e cosa ti ha spinto a entrare?
Eleonora: Diciamo che è una questione familiare: mia madre fa volontariato in Croce Rossa e mio padre in Croce Blu. Ho deciso di mettermi in gioco qui un po’ per questo e un po’ per il servizio che svolgo agli scout.
Daniel: Ho cominciato tramite il servizio civile. Avevo finito la scuola ed il mondo del lavoro mi sembrava lontano. Per questo ho scelto il servizio civile, nello specifico in Croce Blu perché me l’ha consigliato una mia conoscente. Da lì mi sono buttato e cominciando come civilista sono finito per poi ad essere assunto.




