Il Rotary di Carpi ha dedicato una serata ad Alice Neri, uccisa nel 2022
"Mia sorella merita di essere rispettata. Non è una vittima di serie b, occorre restituirle dignità"
Da sinistra Franco Rebecchi, Cosimo Zaccaria, Matteo Marzoli, Alessandra Silvestri e Marco Pellegrini
E’ stata una serata densa di emozioni quella organizzata giovedì dal Rotary Club di Carpi. Al centro dell’incontro, come ha sottolineato in apertura il presidente Franco Rebecchi, non c’era “una caso di cronaca, ma una persona, per rendere onore alla sua memoria”. Questa persona è Alice Neri, la giovane mamma 32enne di Ravarino, il cui corpo, il 18 novembre 2022, è stato trovato carbonizzato dentro alla sua automobile data alle fiamme nelle campagne di Fossa di Concordia. A ricordare la giovane e a ripercorrere le fasi di questi difficili anni, dalla morte della 32enne fino alla sentenza con cui la Corte d’Assise di Modena, il 23 luglio 2025, ha condannato il tunisino Mohamed Gaaloul a 30 anni di carcere, sono stati il fratello di Alice, Matteo Marzoli, e l’avvocato Cosimo Zaccaria, parte civile per la madre della vittima. Il fratello Matteo ha ricordato sua sorella come “una ragazza normalissima, come tante altre”, rivendicando l’urgenza di restituire “la dignità che le è stata tolta. Di lei si è tanto ‘sparlato’, è stata etichettata e offesa in tanti modi. La sua colpa? Essere stata in un locale a bere qualcosa fino alle due di notte. È stata uccisa due volte: non solo dal suo assassino, ma anche da una parte dell’opinione pubblica. Ora basta, merita di risposare in pace e di essere ricordata con rispetto e dignità, come una mamma di 32 anni che è stata uccisa. Non è una vittima di serie B”. Presenti alla serata anche l’avvocato Marco Pellegrini, parte civile di Matteo, nonché vari consulenti che hanno collaborato con i legali, come Davide Gaddi, Alessandra Silvestri, Lucrezia Prandi. L’avvocato Zaccaria, facendo riferimento alle 248 pagine della sentenza della Corte d’Assise, ha affermato che “ogni parola scritta in quelle motivazioni rende onore e giustizia ad Alice”. Oltre alla vittimizzazione secondaria subita da Alice, si è affrontato anche il delicato tema della figlia, che ora ha sette anni: “Mia nipote pensa che la mamma sia morta in un incidente stradale. È ancora piccola, ma arriverà il giorno in cui cercando su internet troverà tutte le cattiverie che sono state scritte su sua madre. Ovviamente appena possibile valuteremo come agire, per fare valere il diritto all’oblio, ma siamo solo alla sentenza di primo grado. Di sicuro però i ‘leoni da testiera’ che hanno offeso mia sorella sui social, non resteranno impuniti”. Matteo infine ha parlato del “calore umano che tante persone ci hanno manifestato, dai consulenti di fama nazionale, alle forze dell’ordine, ai cittadini. La sindaca di Concordia, Marika Menozzi, ci ha proposto una intitolazione ad Alice, di un luogo, o di una borsa di studio, o della biblioteca. Probabilmente opteremo per quest’ultima, perché Alice amava i libri e perché mia nipote, da ragazzina, potrà dire vado a studiare nella biblioteca ‘della mamma’”.




