Simone Cristicchi in visita alle suore Clarisse di Carpi
"E io ‘Franciscus’ glielo porto in convento, cantando dalla grata aperta”
Simone Cristicchi con le suore clarisse di Carpi
“Le suore clarisse di Carpi non possono uscire dal convento per venire al mio spettacolo. E io ‘Franciscus’ glielo porto in convento, cantando dalla grata aperta”. Simone Cristicchi, cantautore, attore teatrale e scrittore, ha affidato queste parole ad un post postato sui suoi canali social. A corredo del testo, l’artista ha pubblicato alcune foto dell’incontro di sabato pomeriggio con le suore clarisse di Carpi, nel monastero della chiesa di Santa Chiara, e anche un video in cui, con la sua chitarra, dedica loro una delle canzoni inedite del suo spettacolo, scritte con Amara. Cristicchi era a Carpi per il suo ultimo spettacolo, “Franciscus, il folle che parlava agli uccelli”, dedicato alla figura di San Francesco, che ha portato sul palcoscenico del Teatro comunale sabato sera e domenica pomeriggio, proprio nell’800° anniversario della morte del santo. La vista alle clarisse è stata un “fuori programma” che ha riempito di gioia sia le suore che l’artista stesso. Un dialogo sereno e familiare, fatto di parole dirette e racconti, di domande e risposte, reciproche, in piena sintonia con quanto ha affermato Cristicchi spiegando la genesi del suo ultimo lavoro. Come lui stesso ha spiegato nell’intervista a Notizie (numero 5) “lo spettacolo nasce dal mio interesse per il mondo della spiritualità e della filosofia, e dallo studio delle varie manifestazioni di spiritualità nel mondo. Inoltre, mi sono avvicinato alla realtà dei monasteri, frequentandoli, e ho fatto esperienze nel silenzio con le suore di clausura, di Lovere (lago d’Iseo), con le quali è nata una bella amicizia e una corrispondenza epistolare. La figura di Francesco è stato il leit motiv che si muoveva nell’ombra, l’amico silenzioso, invisibile che mi guidava. Fino a quando non ho deciso di affrontarlo. Non ero mai andato in profondità di fronte a un oceano di spunti di riflessione, di false informazioni su di lui. Tanto che ho scelto quel sottotitolo sarcastico: il ‘folle’ che parlava agli uccelli”.
Momenti molto intensi e di reciproca commozione, e una promessa: restiamo in contatto.




