Festa del papà, storie di legami che guardano al futuro
In occasione della Festa del papà, che ricorre il 19 marzo, memoria di San Giuseppe, le testimonianze di tre padri: Franco Mestieri con le figlie Samuela e Marica alla guida di Samasped, Luigi Cavazzuti e la vocazione del figlio don Francesco, Michele Panza in cammino con i figli adolescenti Marialuce e Giovanni
Franco Mestieri con le figlie Samuela e Marica
Il cuore di un’impresa – Papà Franco Mestieri e le figlie Samuela e Marica sono alla guida della Samasped e del C.A.D.
di Maria Silvia Cabri
Un’azienda familiare molto coesa, in perfetto equilibrio tra il passato, inteso come fondazione e coraggio, il presente e il futuro, rappresentato dallo studio e dall’innovazione. Alla Samasped International Srl e al C.A.D. (Centro di Assistenza Doganale) Mestieri Srl, il lavoro, infatti, è un “affare di famiglia”. L’origine stessa del nome lo testimonia: “Samasped”, ideato dal fondatore Franco Mestieri, nasce dalla fusione delle prime due lettere del nome della prima figlia (Samuela) e di quelle della seconda figlia (Marica), con l’aggiunta di “sped” per la professione di “Spedizioniere Doganale Doganalista” dello stesso Mestieri. Sono stati lui e la moglie Franca Pirolo a fondare l’azienda nel 1981, poi nel 2000 è entrata a lavorare la figlia Marica e l’anno dopo Samuela. E ora si è già alla terza generazione con le nipoti.
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Don Francesco Cavazzuti con il papà Luigi
(Foto Attualità Marchi di Enrico Forapani – Mirandola)
Come il seme che porta frutto – Il papà di don Francesco Cavazzuti, Luigi, racconta come ha accolto e accompagnato la vocazione del figlio
di Virginia Panzani
Luigi Cavazzuti è il papà di don Francesco, nonché fratello dell’indimenticato don Francesco (1934-2021), a lungo missionario nella Diocesi di Goiás in Brasile. Ha altri tre figli: la maggiore, Chiara, e i più giovani, Davide e Teresa. Quando il secondogenito Francesco, laureato in medicina veterinaria, dopo aver lavorato nel settore dell’allevamento per una decina di anni, ha comunicato alla famiglia la decisione di entrare in Seminario, i genitori non se l’aspettavano. Racconta Luigi con franchezza: “Io e mia moglie Daniela siamo stati colti di sorpresa. Francesco era già oltre i trent’anni e aveva un’attività ben avviata come veterinario. Non c’era stata alcuna premessa, per così dire, visibile per fare pensare a questa scelta. Dopo un primo momento di comprensibile smarrimento, non abbiamo frapposto ostacoli e da allora abbiamo accompagnato Francesco nel suo cammino fino ad oggi”.
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Michele Panza con i figli Marialuce e Giovanni
Che bello camminare con voi! – Michele Panza, mirandolese, educatore professionale e papà di due figli adolescenti, tra ricerca di autonomia e confronto sincero
di Virginia Panzani
Nel suo lungo servizio come capoclan del gruppo scout Mirandola 2 Michele Panza si è sempre distinto per serietà, dedizione, sensibilità umana e di fede, capacità di comprensione dei “suoi” ragazzi e ragazze. Un educatore nato, insomma, cresciuto nella famiglia di Arrigo e Nella, che, oltre ad avere accolto sei figli, hanno più volte aperto la porta della loro casa ad altri “figli” in difficoltà. Da queste premesse, è stato, verrebbe da dire, naturale per Michele studiare per diventare educatore professionale, lavoro che attualmente, a 53 anni, svolge presso la Cooperativa Sociale La Zerla a Mirandola. Sposato con Laura, ha due figli, Marialuce, 19 anni, che frequenta la classe quinta al liceo scientifico, e Giovanni, 15 anni, studente di seconda al liceo artistico. L’arrivo prima di Marialuce e poi di Giovanni è stato per lui, “giovane adulto”, racconta, “un momento di grazia, in cui mi sono sentito completamente immerso nell’amore e questo sentimento è ancora presente. Diventare genitore comporta una responsabilità e una fatica che però si intraprende volentieri, per cercare di rendere il mondo un posto dove poter vivere felici, nonostante il male cerchi di distruggere le nostre speranze”.
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