L’integrazione tra i banchi di scuola
Dall’ascolto al dialogo: la lingua come ponte tra mondi lontani. Valentini, dirigente del Meucci, interviene sul tema
di Maria Silvia Cabri
Nello scenario attuale, sempre più multiculturale, il ruolo della scuola è fondamentale. Per un bambino straniero, la scuola è spesso il primo vero contatto con lo Stato e la cultura italiana. È lo spazio in cui si impara che le differenze di lingua, religione o tradizioni, possono convivere sotto lo stesso tetto. Dunque, non solo il luogo in cui si apprende, ma il vero motore dell’integrazione, perché agisce su più livelli: sociale, culturale, linguistico e civico. È l’istituzione votata a formare dei cittadini. A sottolineare questo ruolo della scuola come vero “cantiere” dell’Italia multiculturale, dove, tra banchi e libri, si scrive il futuro dell’integrazione, è anche la professoressa Viviana Valentini, dirigente scolastica dell’istituto superiore Meucci di Carpi.
Partire dall’ascolto
“Un primo elemento di cui sostengo forte l’esigenza e la necessità – afferma la dirigente Valentini – è la dimensione dell’ascolto, che è preludio alla comunicazione. Peraltro, è veramente possibile ascoltare solo quando si comprendono le parole. Ecco, dunque, l’importanza della lingua”.




