Pasqua. Castellucci: “Evento di giustizia e misericordia, il Signore separerà le vittime dagli aggressori”
Gli auguri della Consulta per l’integrazione e della Comunità Islamica: “insieme per la pace”
Il vescovo Erio Castellucci, ha presieduto la solenne celebrazione eucaristica della Pasqua in Cattedrale a Carpi, una festa che, come tradizione, il Vescovo ha aperto con la messa e l’incontro con i detenuti nel carcere di Sant’Anna di Modena. Nell’omelia mons. Castellucci ha approfondito l’immagine dei teli del sudario “non marginali nel Vangelo di Giovanni”, in quanto ricorrenti in diversi episodi primo fra tutti quello della risurrezione di Lazzaro, “la ripresa della vita terrena di Lazzaro, dopo un intervallo di quattro giorni, è segno profetico della risurrezione di Gesù. E l’ordine che dà il Signore, quando l’amico esce coperto di teli dal sepolcro, è: ‘liberatelo e lasciatelo andare!’. Questo sarebbe il nostro sogno, quando perdiamo una persona cara: che ritornasse all’esistenza di prima, che riprendesse a vivere con noi. Ci basterebbe questo, e saremmo felici di togliere le bende e il sudario. Però Lazzaro è poi morto una seconda volta. In realtà il suo ritorno in vita è solo un pallido segno della risurrezione di Gesù, che non sarà la ripresa della vita di prima dopo un intervallo, per morire una seconda volta, ma sarà una vita piena e definitiva”. La risurrezione di Gesù va oltre perché “Oggi celebriamo quanto è accaduto in Gesù, molto più di quanto è accaduto in Lazzaro e infinitamente più di quanto accade ogni volta che portiamo al sepolcro una persona cara. Oggi celebriamo l’intervento sorprendente e inaspettato della risurrezione di Gesù; e lo celebriamo non solo perché siamo contenti che sia capitato a lui, ma soprattutto perché ci ha aperto la via: attendiamo anche noi la risurrezione, come proclameremo tra poco: “aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà”. Sarà un evento di giustizia e misericordia insieme, – è la conclusione del vescovo Erio – quando il Signore della storia separerà il bene dal male e gli aggressori dalle vittime, scioglierà dai teli delle ingiustizie tutti quelli che ne sono stati avvolti e darà gioia piena agli operatori di pace, a chi avrà sciolto già quaggiù i fratelli e le sorelle dalle bende di morte. I teli e il sudario, allora, anche per noi saranno inutili e inservibili: quanto più avremo tessuto le nostre relazioni con i fili dell’amore, tanto più saremo rivestiti di vita nuova, definitiva e gloriosa”.
Il messaggio della Consulta per l’integrazione
“Impegnamoci insieme ad inseguire passi di pace”. Si conclude così la lettera con cui la Consulta per l’integrazione di Carpi ha espresso alla comunità cristiana gli auguri per la Santa Pasqua. Al termine della celebrazione solenne in Cattedrale, il vescovo Erio Castellucci e il vicario generale mons. Gildo Manicardi hanno incontrato una delegazione della Consulta guidata dal vicepresidente Raza Ahmad. “Nell’assurdità di quanto accade in tanti luoghi del mondo, nell’impotenza delle parole saranno i nostri pensieri, il nostro comune dialogo, i nostri desideri a far cambiare passo” si legge nel messaggio augurale.
Gli auguri della Comunità Islamica
Un altro momento significativo di incontro e di reciproca attenzione in occasione della Pasqua c’è stato nella sera di sabato quando i rappresentanti dei Centri Culturali Islamici, insieme, hanno consegnato un messaggio di auguri per la Pasqua alla comunità cristiana presso la parrocchia di San Giuseppe Artigiano a Carpi, dove sono stati accolti dal parroco don Carlo Bellini, all’inizio della Veglia Pasquale. “Anche se i nostro cammini spirituali si esprimono con riti diversi, restiamo uniti nei valori della carità, della speranza e del bene comune” scrivono i Responsabili della Comunità Islamica di Carpi.




