Anno Francescano, la conferenza di padre Fabrizio Zaccarini sul Cantico di Frate Sole
Carpi, Chiesa

Pubblicato il

4 Aprile 2026

Anno Francescano, la conferenza di padre Fabrizio Zaccarini sul Cantico di Frate Sole

di Andrea Beltrami

Grande successo di pubblico domenica 29 marzo scorso al Museo diocesano in occasione del secondo incontro organizzato per l’ottavo centenario del transito di san Francesco. Padre Fabrizio Zaccarini, assistente dell’Ordine Francescano Secolare dell’Emilia Romagna, ha proposto una riflessione e un’analisi del Cantico di Frate Sole, frutto di oltre quarant’anni di lavoro e studio della figura di san Francesco. Dopo il saluto di chi scrive, Massimo Marino, ministro della Fraternità di san Nicolò e membro del Consiglio regionale dell’Ordine Francescano Secolare, ha introdotto il pomeriggio percorrendo la genesi di questi incontri e sottolineando la proficua collaborazione dei vari enti che assieme hanno portato alla realizzazione del progetto. Padre Zaccarini ha iniziato focalizzando lo sguardo di Francesco, analizzato da diversi punti, quasi come un’eco dello sguardo di Cristo e del Creatore che ci dice che il creato è “cosa bella e buona”. Ha poi introdotto il quadro storico nel quale il cantico è nato, con particolare attenzione alla figura di san Francesco, che all’epoca era già molto malato, quasi completamente cieco a causa di una malaria cronica contratta a contatto con i sofferenti ai quali il santo di Assisi prestava soccorso.

Ma Francesco era anche solo, perché gli ultimi frati arrivati in comunità non sembravano condividere le regole stilate assieme ai fratelli della prim’ora. Nonostante le difficoltà il Nostro crea un canto che non ha precedenti perché è scritto nella lingua di tutti i giorni, comune, popolare, non in latino, per coinvolgere e raggiungere più persone possibile. È una composizione imprevedibile, perché non ha simmetria, è un “campo magnetico” della parola perfetta, che riesce a tenere uniti concetti diversamente avvicinabili dando ad ogni parola il suo pieno vigore. Un testo che parla di Dio, perché le lodi sono a lui, che è lodante e lodato come scritto nel capitolo 23 della Regola dove si dice che l’uomo “è indegno di lodare ma può pregare affinchè tu (Dio) sia lodato”; una lode “per” declinato nel suo significato di preposizione che introduce i complementi di mezzo, di causa e d’agente (“per sora acqua, per frate vento, per le tue santissime voluntate….).

Padre Zaccarini ha proseguito, poi, facendo un interessante paragone tra il Cantico di Frate Sole e quello detto dei tre fanciulli da cui si possono trarre riflessioni, accostamenti e anche diversità non sempre evidenti ma utili per approfondire e confrontare i due componimenti alla luce dello stile, della storia e del messaggio. Un pomeriggio, dunque, che ha confermato la felice accoglienza di questa proposta, che si snoderà con altri incontri e iniziative volte a celebrare il santo di Assisi nell’ottocentesimo anno del suo transito. Anche il Museo diocesano si prepara ad allestire una mostra su Francesco continuando la Collaborazione con la famiglia francescana e il Museo “il Correggio” preziosi alleati in questo importante percorso.

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