L’uomo è schiavo di ciò che lo domina: la gola /1
Etica della vita

Pubblicato il

10 Aprile 2026

L’uomo è schiavo di ciò che lo domina: la gola /1

Etica della vita, una rubrica a cura di Gabriele Semprebon

È innegabile che sedersi attorno ad un tavolo con persone simpatiche e amiche, mangiando qualcosa di appetibile e buono, è senz’altro una esperienza appagante e, spesso, utile per ritemprare l’uomo dalle fatiche della vita stessa. È vero anche che, il cibo, può avere diversi significati e non solo quello di un buon compagno di viaggio o dell’utile apporto calorico per vivere. Di contro, può nascondere anche significati molto più complessi e preoccupanti. Esistono realtà a cui l’uomo può tener testa e non soccombere alle loro lusinghe, ma, esistono anche altre realtà che l’uomo può parzialmente dominare ma non in modo totale. Le “malattie spirituali”, i vizi capitali come la voracità di cibo o di altre sostanze, avendo anche una base biologica, rispondendo a precisi dinamismi fisiologici e fisiopatologici, sono gestibili solo parzialmente. Di conseguenza, una serie di danni si abbattono inesorabilmente sul corpo dell’uomo che, in una visione cristiana, è dato da Dio in gestione fino alla morte.

San Pietro scrive che “ l’uomo è schiavo di ciò che lo domina ” (2Pt 2,19), quindi, senza ombra di dubbio, possiamo essere convinti che: cibo, alcol, fumo, sostanze euforizzanti eccetera possono dominare l’uomo, schiavizzandolo a tal punto di portarlo anche alla morte, non solo spirituale ma pure fisica. Questo ci dice quanta forza incombe sulla nostra mente, a tal punto da non riuscire a declinare l’invito di aprire la bocca e assumere qualcosa. Evidentemente, conosciuto il meccanismo fisiologico sotteso, si comprende ancor meglio quanta fatica il soggetto deve fare per affrancarsi dal desiderio di ricominciare ad ingoiare o inalare qualcosa di cui, per esempio, ha appena smesso di fare uso. Se il nostro cervello è al centro della risposta comportamentale nei confronti di qualcosa, allora diventa sempre più comprensibile come si debba agire a livello nervoso e anche a livello psicologico: nessun cibo o bevanda o altro ti prende e ti costringe, però, se, per qualsiasi motivo, questo entra in te, tu ne diventi schiavo, anche tu hai fatto la tua parte. Devo perciò chiedermi: quali sono le mie priorità quando mi nutro? Quali sono i miei modi per stornare lo stress o ritornare alla calma, sono modi che mi danneggiano? Sono modi che inducono a ripetere un’azione pericolosa? Nella prossima parte vedremo quale orientamento strategico adottare per fare la nostra parte nell’orizzonte della volontà.

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